Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



venerdì 6 settembre 2013

Intorno al film "Into Darkness": una conversazione a due (prima parte)

Avvertenza per i lettori: se non siete appassionati di Star Trek e di fantascienza meglio saltare questo post e la sua seconda parte, che sarà pubblicata a breve!
Nota sulle illustrazioni (cliccarci su per ingrandirle): nel secondo post lanceremo un quiz legato all'illustrazione di Giacomo Pueroni; a proposito della mia, diversissima da quelle che faccio di solito: la traccia è biecamente ricalcata da un famoso poster, e il cocuzzolone di Pine quindi è proprio così.
 I commenti sono disabilitati perché credo sia meglio riunirli nel secondo e ultimo post, dove si completa il discorso.


Disegno di ©Giacomo Pueroni
Non sono una fan sfegatata di Star Trek, non sono insomma una trekker , ma mi piace la
fantascienza da quando ero adolescente e film e telefilm in tema  li guardo sempre volentieri, spesso anche se la qualità non è eccelsa.
Di Star Trek ho visto praticamente tutte le serie, e anche i film cinematografici; poi magari non ricordo tutto, specialmente se non l’ho rivisto, ma insomma conosco alla buona l’universo di Star Trek, che ho amato molto per il sottofondo scientifico-esplorativo, per l’intento utopico di convivenza pacifica universale, e poi per la varietà di alieni che si sono visti all’interno delle varie serie (ho una passione per i personaggi alieni e mi piace molto disegnarli, se posso).
Non mi interessa qui parlare bene o male di “Star Trek Into Darkness”, quanto prendere spunto dalla reazioni di chi l’ha visto per fare un discorso più complessivo sulla “sacralizzazione” di una serie, di personaggi di finzione - in questo caso di un telefilm/film, ma credo che il discorso potrebbe essere allargato anche a certi fumetti di tipo seriale.
In questo ultimo film di Abrams posso cogliere diverse citazioni, ma non tutte; sia per questo motivo, sia perché mi sono ritrovata a discutere di Into Darkness con Giacomo Pueroni (bravissimo disegnatore e trekker patentato) ho pensato che non era una cattiva idea mettere in chiaro sul blog le nostre chiacchiere in proposito.

Patrizia:
Ciao Giacomo, una tua breve presentazione per i lettori del mio blog.

Giacomo:
Ciao ciao, e un saluto a tutti. Sono un disegnatore dal 1996 (un novellino al tuo confronto), ho lavorato prevalentemente su Zona X e Jonathan Steele, e al momento sono impegnato tra Dragonero e Nathan Never come inchiostratore. Da sei anni sono uno degli illustratori ufficiali della rivista di fantascienza Robot, edita da DelosBooks. Dalla mia più tenera adolescenza sono stato un appassionato di fantascienza, in tv, al cinema e sui libri. E più o meno da allora sono diventato anche un trekker. O anche trekkie, alla fine non è poi considerato così offensivo.

P:
Come dicevo a inizio del blog non vorrei entrare nel merito della bontà o meno di questo film – credo che tutti siano d'accordo sul fatto che non sia un capolavoro del genere fantascientifico, e che il suo scopo dichiarato è quello di “intrattenere”; purtuttavia tra “film d'intrattenimento” e “film per cretini” credo ci siano ancora delle differenze, almeno credo - e sul concetto di intrattenimento, di film leggero, scemo, poco profondo o che so io ci si potrebbe perdere: io la faccio semplice, de gustibus! Dato che persone anche intelligenti e colte hanno opinioni diversissime sulle stesse cose ho capito che arrivata alla mia età mi importa solo di una cosa: mi sono divertita?  E questo indipendentemente dalla complessità dell'opera, dai “messaggi”, dalla fattura, dalla leggerezza, dalla coerenza, ecc.

G: 
Io tempo fa con gli amici inventai l'esempio della Nutella. A me piace, posso esserne ghiotto, ma allo stesso modo ci sarà qualcuno a cui non piace. E i motivi per questo possono essere gli stessi per cui invece a me piace. Ovvero ognuno di noi ha delle attese, esperienze o richieste, in base alle quali emetterà un giudizio personale. La Nutella è buona? Io dico di sì, tizio magari dirà che gli fa senso che sia spalmabile. Ma rimane comunque un giudizio soggettivo.
Se tizio dice che il sole non sorge, o che il sole gira intorno alla terra, io posso correggerlo, ma se parla di un film o di un telefilm la cosa è più difficile.
Anch'io ho letto in giro alcune "espressioni forti" sul film, e ho anche dei buoni amici che sostengono le stesse cose. Ma non ci litigo, e ormai abbiamo imparato che possiamo avere opinioni differenti.
Conosco altri trekker più o meno dal 1990 o poco prima. Più o meno dal 5° film cinematografico in poi, e posso dire che dopo ogni film o telefilm ci sono state discussioni imperniate sugli stessi argomenti usati oggi contro i film recenti: non è Star Trek, non è credibile, gli attori non vanno, la storia fa acqua... niente di nuovo sotto il sole.

P:
Hai ragione Giacomo, io a tratti riesco lasciare perdere e a non leggere niente nei forum, poi ci ricasco. Ad esempio diverse settimane fa sul thread del film in un forum ho letto questo (l'ho letto su diversi altri posti, a dire il vero): "se al posto dell'Enterprise ci fosse stata un'altra navicella con altro equipaggio non sarebbe cambiato nulla, è un film d'azione fantascientifico non un film di Star Trek." Certo, bisognerebbe pure sapere cosa si intende  per "film di Star Trek”...

G:
É questione proprio di punti di vista. Se io ci vedo quello che considero un omaggio, ne sono felice, e dico che è proprio Trek. Uno a cui non piacerà la vedrà come una brutta scopiazzatura, e dirà che non ha nulla di Trek. Chi ha ragione?
In passato film e telefilm di Star Trek ci hanno dato di tutto e di più, a volte contraddicendosi, e ogni volta si diceva "É Star Trek perché lo hanno fatto i soliti autori, e ci fidiamo". Non era esattissimo però, spesso gli sceneggiatori cambiavano, o alcuni utilizzavano (male) personaggi inventati da altri, rivoltandoli o aggiungendo nozioni non indispensabili (penso ai Borg), che però strizzavano l'occhio ai fan. Ma quando vedevo certe cose, mi domandavo cosa avessero di trek oltre al nome nel titolo.
Adesso abbiamo altri autori, completamente differenti. E danno la loro visione. E qui puoi decidere che la visione è trek o non lo è. Per me lo è, così come ho accettato che fosse trek molto materiale del passato che mi sembrava discutibile.
Tempo fa mi incastrai in una discussione inutile, con gente che contestava che quello di Abrams fosse un universo parallelo. Non gli interessava che la cosa fosse detta nel film, venisse ripetuta più volte, loro sostenevano che avevano cancellato tutto il futuro come lo conoscevamo noi, considerando questo uno spregio verso tutto lo Star Trek del passato, "cancellato" secondo loro. E per confermarlo citavano episodi televisivi che non credo abbiano mai capito... e non parliamo solo di ragazzini, ma anche di gente adulta, seria, posata e con famiglia.

P:
Disegno di Patrizia Mandanici (ArtRage+Manga Studio 5)
Questa cosa della cronologia, del rispetto della stessa nelle varie serie post-classica...è una cosa che va oltre i miei ricordi da pesce rosso (e sarà che sono settata sul non dare peso alle incongruenze, non lo so). A partire da The Next Generation per finire a Enterprise, e poi i vari film, mi sembra che le divergenze (magari minime) con la serie classica iniziano da subito - o no? Quand'è che le differenze possono essere chiamate "universo parallelo"?

G:
Una serie televisiva che ha nel suo passato molti episodi ed una lunga storia, è dannatamente difficile da scrivere. Perché ci sono mille e mille cose dette e fatte in passato che non si possono contraddire.
Eppure ogni tanto accade. In una storia un viaggio nel tempo crea un paradosso, in un'altra quel paradosso non si genera.
Ma una serie come Star Trek, che ha un passato di quasi un migliaio di episodi e diverse serie, ha molti problemi a  proseguire il suo corso. Con tutte le cose dette e raccontate, quando viene fatta con una certa ottica, è comprensibile solo da chi ha visto una buona parte di quei telefilm. Chiunque altro avrà l'impressione di guardare il secondo tempo di qualcosa, e non sempre avrà voglia (e tempo) di recuperare e guardarsi il primo tempo. Per cui tendi a rivolgerti sempre allo stesso pubblico. Nei film trek al cinema, ci si rivolgeva a costoro, chi aveva già visto i telefilm. Ma col tempo si era visto che  questi appassionati non bastavano più. E a causa di grossi errori nella produzione degli ultimi due film (L'insurrezione e Nemesis) parte di questi appassionati erano rimasti delusi, ed era diventato evidente  che realizzare un film solo per i fan, non sarebbe bastato, in futuro. In quel momento, dopo la cancellazione anche della serie tv Enterprise, Star Trek era ufficialmente morto. Nessun interesse nel fare nuovi film, né per serie nuove. E per anni non s'è mosso nulla. Ma proprio nulla.
E poi un giorno hanno provato a rilanciarlo. Questo marchio che aveva perso buona parte della sua popolarità, e hanno scelto di ripartire dall'inizio. Se pensi a come il cinema ha trattato molte vecchie serie TV, non c'era da stare allegri: Charlie's Angels, Mission Impossible, The Saint, Starsky & Hutch, Hazzard, tutti film lontani anni luce da quello che erano i telefilm.
Se devi ri-raccontare una storia come fai? Come fai a rendere credibile un personaggio che sai che non può morire in quella vicenda, perché diventerà un comandante eccetera? Qui gli sceneggiatori avevano in mano una serie di Fantascienza, ed hanno creato una trovata da fantascienza.
Potevano fregarsene di ciò che è stato fatto in passato, invece lo hanno preservato. Sapendo che gli appassionati avevano visto le puntate sui viaggi nel tempo, dove un evento passato cancella un evento futuro, hanno scelto di stabilire che ciò che cambia nel passato non distrugge quello che era avvenuto dopo, ma creava una nuova linea temporale. Era una trovata che la fantascienza letteraria aveva usato mille volte, ed esistevano ormai mille e mille variabili sui viaggi nel tempo. Ma essendo - appunto - un'invenzione della fantasia, non ha regole, se non quelle che stabilisce chi le scrive. E in questo caso ci è stato detto "É un universo parallelo, alternativo". E serve a rassicurare tutti noi, a dirci che la vecchia linea temporale è sempre là, che nessuno vuole cancellarla.

P:
Sì, poi è chiaro che una scelta così dà libertà di inserire cose nuove, e giustamente salvaguardare le vecchie serie. Credo che certe persone sacralizzino troppo i loro ricordi di gioventù (tra l'altro fallaci), e trattino i personaggi di fantasia come persone esistenti, e le trame come realtà: inquietante...

G:
In fondo lo facciamo un po' tutti, con le cose che amiamo. Mi prendo la mia parte di colpe. Ti piace pensare che sia un'universo esistente da qualche parte. L'importante è quando sapere fermarsi.
É un po' una cosa che leggevo recentemente relativa alla serie tv di Under the Dome, da Stephen King. King raccontava che accettava venissero cambiati certi personaggi, accorpato altri e cambiato anche le cause dell'evento, perché la serie TV doveva durare mesi e non una settimana come nel libro. E perché se rimaneva identico a nessuno sarebbe interessato il finale, sarebbe stato sufficiente leggerlo sulla Wikipedia. Per cui che ben venissero certi cambiamenti. Poi - aggiungeva King - i libri mica erano cambiati. Stazionavano sempre sullo scaffale, identici a prima.

P:
Esatto! Come quelli che dicono "hanno rovinato quel tale personaggio o quella tale serie" solo perché si introducono nuove varianti in serie successive, o in adattamenti, non tenendo conto che questi cambiamenti: 1) piacciono a diverse altre persone; 2) i cambiamenti non sono retroattivi e le opere che ci sono tanto piaciute rimangono intatte, pronte a essere rilette o riguardate; 3) nessuno obbliga nessuno ad andare a vedere/leggere certe cose – basta guardare le anticipazioni o leggere recensioni per farsene un'idea più che chiara, specie per gli esperti/fan/sgamati.
Denigrare chi apprezza  i film di Abrams (o solo alcuni di quei film, come me), il nuovo volume della Lega dei Gentlemen, l'adattamento tal dei tali, e così via non mi sembra molto bello – voglio dire, criticare i film si può e si deve, dopodiché i film vengono visti da occhi diversi in modo diverso, e in momenti della propria vita diversi: non si può dire che lo spettatore sia solo massa indistinta, sarebbe sottovalutare il diritto di ognuno di interpretare e reinterpretare un'opera, bella o brutta che sia; inoltre i film vengono visti e recepiti in maniera diversa a seconda dei momenti particolari della nostra vita (probabilmente 20 anni fa non sarei andata a vedere questo film o se ci fossi andata non mi sarebbe piaciuto - chi lo sa...).      [...Continua nella seconda parte]