Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



domenica 22 dicembre 2013

Consigli di regali per ritardatari

Sono una ritardataria anche io, di consigli ne avrei pochini, così ecco l'idea lievemente truffaldina:
vi giro i consigli di amici e non direttamente dai loro blog.

Con Paolo Interdonato si va sul sicuro, in questo suo bel post alla fine trovate la sua selezione di graphic novel, serie a fumetti e grandi classici da cui attingere per i vostri regali (agli altri o a voi stessi).
CinziaZ invece offre una selezione di dvd di tutti i generi, qualcosa di vostro gusto lo troverete senz'altro; se invece ci limitiamo al genere fantascientifico qui trovate suggerimenti anche originali (ma forse un po' costosi).
Se avete amici appassionati di scienza i consigli di Amedeo Balbi sono da prendere in considerazione, ci sono anche un paio di fumetti; sul sito di Pikaia invece si va più verso l'argomento evoluzione, ma non solo: tanti libri in un elenco da scaricare.
Sul blog dello studio editoriale "cosi&repossi" (che si occupa di traduzioni e servizi editoriali) trovate altri bei consigli tra cui un libro recente con inediti di Virginia Woolf, "Ultimi viaggi in Europa".
Chiara Prezzavento fa gli auguri ai suoi lettori con un post che riunisce altri suoi articoli ad argomento natalizio (con all'interno altri link dove troverete consigli librari di tutti i tipi).

Da parte mia faccio auguri di buone feste a tutti con un disegno che ho già postato sul mio blog dei Segni (realizzato interamente con Manga Studio 5 e con l'ausilio del brush matita che ha gentilmente messo a disposizione da PJ Holden).

giovedì 19 dicembre 2013

Varie -57


sabato 14 dicembre 2013

Libri (consigli e osservazioni)

L'altro giorno per caso sono passata davanti a una libreria, attirata dalla bella vetrina (con una selezione di libri davvero interessante) sono entrata e mi sono imbattuta in un libretto di cui avevo letto qualcosa su internet, "Vecchi cani" di Giovanna Durì. Il libro raccoglie i disegni esposti in una mostra alla Galleria Nuages nel 2012, e ogni disegno è accompagnato da una descrizione dell'autrice (un esempio in foto). L'idea di ritrarre cani vecchi, malandati, abbandonati mi è piaciuta molto, qui su Facebook potete vedere molti di questi disegni.
Mentre stavo andando via dalla libreria mi è caduto l'occhio su "Storie di cani" dell'Einaudi, una antologia con racconti di diversi grandi autori con protagonisti dei cani (tra gli scrittori ci sono Turgenev, Twain, Čechov, Svevo, Kipling, Woolf, Dürrenmat, ecc.), ho preso anche quello, mi piaceva molto l'edizione.
Per chi è di Milano la libreria è Il Trittico (in Via San Vittore, 3), c'erano ancora diverse copie del libretto di "Vecchi cani".

Da "Vecchi cani " di Giovanna Durì - Nuages - 2012

In edicola è uscito nella collana Urania "La macchina della realtà" di William Gibson e Bruce Sterling, un classico del genere che ormai ha i suoi begli anni; si trova anche in ebook ma è protetto dal DRM di Adobe (ma ultimamente agli Urania in ebook non era stato messo il social DRM?).Il DRM si trova anche negli ebook di Stephen King (Sperling & Kupfer), ultimamente se ne sono aggiunti altri alla lista ancora incompleta delle sue opere (tra cui c'è The Dome, che a me era piaciuto molto).
Continuo a vedere ebook che costano tanto, troppo per essere copie digitali (e anche protetti da DRM!); ne ho visti un paio ultimamente che in altri tempi avrei forse voluto comprare, dato l'argomento: "La storia del mondo in dodici mappe" e "Il libro era lì. La lettura nell'era digitale". Il primo costa 39 € (ma online lo si trova anche a 33), il secondo 24 €; in digitale costano il primo 19,99 € (già molto meglio rispetto al cartaceo ma sempre molto caro), il secondo 20 € tondi (che rispetto ai 24 del cartaceo...allora mi compro quello che magari lo trovo anche con lo sconto; certamente non mi compro degli ebook così costosi con il dannato DRM).
In realtà non mi comprerò né l'uno né l'altro, mi spiace, i regali di Natale "di carta" me li sono già fatti, avrei fatto un pensierino a degli ebook più abbordabili...credo che tante altre persone la pensino così (e non è che voglio l'ebook a 2 euro, se un libro vale e non ha protezioni che mi impediscano di leggerlo sul mio Sony e anche sul tablet allora arrivo anche ai 10 €, di più mi sembra davvero che non valga la pena - un libro di carta poi lo posso regalare ad amici, eh).

Ho letto diversi articoli sul "talent" per aspiranti scrittori Masterpiece, molti sono sarcastici, alcuni seriamente critici, alcuni molto divertenti (non ho mai visto questo show, mi è bastato vedere i trailer della pubblicità - e poi odio tutti i tipi di talent, o forse odio quasi tutti i programmi televisivi, ora che ci penso bene). Tra le cose che si trovano in giro consiglio la serie di post usciti sul blog Bookskywalker scritti da Daniele Gabrieli, in fondo a quello linkato trovare le puntate precedenti.


martedì 10 dicembre 2013

Varie -56

La vignetta a corredo del post è tratta dal gigante di Nathan Never su cui sto lavorando; qui sull'altro blog un disegno di uno dei personaggi che appariranno nel gigante.

  • In questo post avevo parlato di audiolibri, epub3 e app per leggerli/ascoltarli; una di queste app si chiama Menestrello ed è molto ben fatta, fino a pochi giorni fa c'era solo la versione per Android, adesso c'è anche quella per iPhone/iPad. Ho trovato anche un'altra applicazione per leggere gli epub3 (ma non su tablet), AZARDI 25; ci sono versioni per Windows, Mac, Linux, ma anche una comoda versione online (e non mancano gli epub3 da provare).
  • Che Amazon sia un'azienda dal marketing molto aggressivo si sa, come anche delle sue tendenze monopoliste e delle sue pratiche lavorative inquietanti (qui un esempio, ma ce ne sono molti altri); detto ciò a volte è davvero difficile procurarsi qualcosa senza usare il suo store (io non lo uso solo perché ho deciso di non comprare nulla che possa arrivarmi tramite corriere), magari qualcuno vuole usare un reader Kindle ma non i suoi ebook o servizi vari (si può fare), non lo so: se proprio volete acquistare un tablet o un ereader Kindle io ho un codice con sconto del 10%, lo invierò al primo che mi scrive in privato.

    Vignetta da un gigante di Nathan Never in lavorazione - ©SBE
  •  I primi due numeri di Diabolik pubblicati in India
  • Krita: un valido strumento open source per il fotoritocco e l’illustrazione (io l'ho provato sul mio Windows 7 virtualizzato su Mac, non sono riuscita a cambiare pennelli e grandezza degli stessi, magari è solo un problema mio).
  • Non Sequitur, un blog meraviglioso!
  • C'erano una volta "i cartoni animati fatti col computer"
  • I cani di Ralph Steadman
  • Una decina di giorni fa ho consigliato su Facebook l'ascolto in podcast de "La peste" di Albert Camus (il link a me appare corrotto e non vedo le puntate da ascoltare, che dovrebbero esserci); durante l'ascolto della seconda puntata mi sono resa conto di un mio disagio crescente, e dopo aver fatto qualche ricerca mi sono resa conto che era la naturalezza con cui si raccontava di francesi in una città considerata francese e senza traccia di arabi - Orano (in arabo وهران, Wahran, dal berbero Wahran "leone"; in francese Oran). Data la mia ignoranza su Camus questo mi ha sorpreso, meno sapere quante contraddizioni ha generato il colonialismo (oltre che stragi e sfruttamento); qui un articolo che ne parla a proposito di Camus, qui un intervento di Edward W. Said (Albert Camus o l'inconscio coloniale), altri scritti con altre opinioni mi interesserebbero, suggerimenti graditi nei commenti.
  • A proposito di colonialismo ho ascoltato da Wikiradio di Radiotre il podcast intitolato "La battaglia di Gondar" (raccontata da Gianluca Podestà), che riguarda un importante episodio della guerra in Africa Orientale nel 1941; Podestà tra le altre cose racconta come la politica "separatista" degli italiani in Etiopia abbia ispirato quella dell'apartheid sudafricana - chiederò al mio amico storico se è proprio così, in ogni caso si dovrebbe parlare di più del nostro passato coloniale e di quello che abbiamo combinato in Africa.

venerdì 6 dicembre 2013

Varie -55

Notizie fumettose:

Varie:



domenica 1 dicembre 2013

Alcune applicazioni per audiolibri (ed epub3)

Tempo fa avevo scritto un post dove parlavo di audiolibri e di qualche applicazione per crearli alla meno peggio (il post era mirato allo studio dell'inglese); adesso vorrei presentare qualche applicazione per tablet e smartphone (ma non solo) dedicata all'ascolto di audiolibri, in particolare quelle che hanno la funzione di sincronizzazione del testo.
Cercando app sia per il mondo Apple che per Android (grazie al regalo di un Nexus 7 seconda generazione) ho potuto constatare che non sono molte quelle che permettono un ascolto dell'audiolibro in sincrono con il testo - magari mi sbaglio e ce ne sono altre che non conosco, in caso i suggerimenti nei commenti sono benvenuti.

Lo stimolo per trovare audiolibri in inglese e poter seguire il testo mi è venuto dopo aver provato un'applicazione per la sola lettura di ebook ma in due pannelli affiancati, in modo da poter mettere a confronto, parallelamente, due testi diversi (nel mio caso uno in inglese e l'altro in italiano): EPUB3 Reader è un'applicazione per Android ancora giovane, in fase di sviluppo, ma che già adesso si può provare sui tablet (direi dai 7 pollici in su); l'ultimo aggiornamento ad esempio ha introdotto la personalizzazione della misura dei due pannelli affiancati, altre migliorie sono attese (io ad esempio sul mio Nexus 7 non riesco ad abilitare la sincronizzazione automatica dello scorrimento del testo, che faccio a mano su entrambi i pannelli). Qui si può scaricare il programma (all'interno della cartella "bin"), nella cartella "ebooks" troverete degli epub in libero dominio (io ho scaricato come prova "Il racconto di Natale" di Dickens, presente nella versione in due lingue (italiano e inglese) o in 4 (con aggiunta di francese e tedesco mi sembra). Qui altre foto della app.


EPUB3 Reader
Il nuovo formato epub3  permette anche l'inserimento di contenuti multimediali all'interno degli ebook in epub; qui un articolo che spiega in cosa consiste la novità di questo formato, non ancora molto diffuso. Nella mia caccia all'app che consentisse la sincronizzazione di testo e audio ho capito che dovevo trovare il supporto all'epub3; per i device Apple ad esempio c'è già l'applicazione ufficiale iBooks che supporta questo formato: non ha molte opzioni ma fa il suo dovere (c'è il cambio di pagina automatico e anche la sottolineatura della frase in lettura).
Non ho trovato altre app per Apple che leggono gli epub3 (magari mi sbaglio), sul sito Facebook de Il Narratore, specializzato in audiolibri, si consiglia anche l'app di Kobo per leggere questo tipo di ebook su iPad (provata, come funzionamento con gli epub3 è simile ad iBooks).
Il sito de Il Narratore è uno dei pochi store dove ho trovato una categoria dedicata agli epub3, che per adesso non sono molti; negli altri store invece per sapere se un audiolibro è nel formato epub3 bisogna aprire la pagina dedicata (su Amazon ad esempio non so come scovare quelli in inglese, dovrei passare in rassegna tutti gli audiolibri del sito).
Su iTunes ho trovato anche una app a pagamento, vBookz, che permette di leggere "ad alta voce da oltre 30.000 libri classici gratis, con il nostro lettore vocale innovativo. vBookz ha un'interfaccia con lente di ingrandimento che indica la posizione attuale di lettura. Mentre il libro viene letto, una lente di ingrandimento segue il testo, rendendo l'esperienza di lettura molto più piacevole e divertente". Non ho idea di come sia, e di come siano le voci, comunque la segnalo lo stesso.

Per Android ho trovato diverse app che supportano epub3, le elenco qui sotto:
Menestrello è una app tutta italiana, prossimamente ci sarà anche la versione per iOS, adesso anche in versione per iPhone e iPad. Sul sito di Menestrello potete vedere un video di introduzione alla app e degli audiolibri in download libero sia in inglese che italiano; a mio parere una delle app migliori che ho trovato per la lettura/ascolto degli epub3. Qui altre foto della app.

A sinistra screenshot da Menestrello, a destra da Moon+Reader
Moon+Reader  è veramente ben fatta, ricca di opzioni di tutti i tipi per personalizzare l'esperienza di lettura. Ha talmente tante opzioni che tra le gallery che ho messo online è quella con più foto.
IDEAL Group Reader® Beta II  ha una grafica non entusiasmante ma ha diverse opzioni non male, solo che non ha il cambio pagina automatico (che segue cioè la lettura audio). Qui alcune foto della app.
Text Synchronized Audiobooks (Reading Bee) invece non l'ho potuta testare: nel momento di aprire la cartella della mia SD dove poter caricare un epub3 di prova l'applicazione mi va in crash.

A sinistra screenshot da IDEAL Group Reader® Beta II (e non è vero che non riusciva a riprodurre la traccia audio), a destra Readium per Chrome
Per chi non ha tablet o smartphone c'è anche un'altra soluzione per la lettura degli epub3: se si utilizza Chrome si può installare l'estensione Readium; dal computer possiamo caricare i nostri epub3 "sul browser", oppure scaricarli da un sito internet. Tra le opzioni c'è quella di poter rallentare o accelerare la velocità della voce, e anche quella di avere il testo bianco su fondo nero. Qui alcune foto.




sabato 23 novembre 2013

Fumetti e fumetti

In fumetteria vado meno spesso, sarà per questo che mi perdo le uscite, e poi quando mi ricordo non ci sono più - a ordinarle ci vuole tempo, qualche volta i tempi di attesa si allungano, le mie pile dei fumetti da leggere anche...Insomma, compro un po' a caso, non sempre quello che voglio, e qualche volta ricompro gli stessi albi  (in special modo quelli che ancora non ho letto e che sono nascosti a casa da qualche parte). Seguire le uscite dei fumetti diventa sempre più difficile, ed è per questo credo che gli acquisti online diventano sempre più appetibili - a me dispiace anche se a dire la verità online compro solo in digitale, e molto poco.


Gli ultimi acquisti sono qui in foto (mancano dei manga), ancora non ho letto nulla (tranne Ratolik, divertente anche se non l'opera migliore di Ortolani); "Souvenir dell'impero dell'atomo" l'ho preso solo per lo stile del disegnatore (potete vedere due tavole tratte da questa storia); di Gipi prendo sempre tutto, ma di "unastoria" ne parlano bene quasi tutti (qui un video in cui si vede Gipi disegnare una delle sue bellissime tavole); "Aquablue vol.2: Corallo nero" è un vecchio fumetto francese di cui ricordo di aver comprato il primo albo cartonato in uno delle miei passati viaggi in Francia, Olivier Vatine mi piaceva molto; Paul Pope lo apprezzo anche se non posso dire mi faccia impazzire - però la storia di "Battling Boy" mi incuriosisce (ho visto qualche tavola in anteprima).
Volevo comprare "Corpicino" di Tuono Pettinato e "Drakka" di Lorenzo De FeliciBrrémaud ma ancora non sono usciti, credo (di certo era uscito "unavita" che ho trovato in una libreria normale, non nella mia fumetteria).


Tavole da Souvenir dell'impero dell'atomo" di T. Smolderen e A. Clerisse - Bao Publishing
E a proposito di fumetti...

...e non: quando c'è qualche canzone nuova del mio amico Federico Moi ne scrivo sempre, non solo per amicizia ma perché le sue cose mi piacciono davvero molto. Adesso segnalo il concorso "Sotto il cielo di Fred" intitolato a Fred Buscaglione, molti musicisti possono essere votati tra cui il mio amico sotto il nome de "Lo sconosciuto" (canzone "L'orgia"), se vi piace potete cliccare sulla manina in alto a sinistra, non c'è bisogno di iscrizione.

martedì 19 novembre 2013

In edicola un Nathan Never disegnato da me

Da oggi è in edicola il n. 270 di Nathan Never dal titolo "Effetto domino"; è la seconda parte di una storia iniziata nello scorso numero, scritta da Giovanni Eccher e che ha visto alle matite Gino Vercelli e me alle chine (digitali).
Qui potete vedere una delle tavole, prima la matita e poi la versione finale. La tavola a matita è disegnata su un foglio un po' più piccolo di un A3, poi la scansione è stata importata al computer e corretta in Manga Studio 4 EX, dove poi è stata inchiostrata e retinata.
Ammetto di essere un po' scontenta della mia inchiostrazione, alla luce anche di quanto sto facendo con il lavoro sul gigante; in ogni caso il parere del lettore è quello che conta!
Sul mio Tumbrl ho caricato un bozzetto di un'illustrazione con i protagonisti di questa storia, Nathan e i suoi "colleghi" wrestler: Wolfman, Blue Fever e Helena; nell'occasione ho aggiornato il Tumbrl e adesso c'è la possibilità di inserire dei commenti attraverso Disqus.
Qui nel blog di Sergio Giardo la copertina in bianco e nero di Nathan Never 270.

Tavola da NN 270 - ©Sergio Bonelli Editore
La bella copertina di Sergio Giardo

                 


domenica 17 novembre 2013

Animali

Da tempo volevo scrivere un post che parlasse degli animali - o meglio degli animali non umani,
magari un po' focalizzato sui cani, la mia passione, e sul rapporto che abbiamo con loro: tanto per cambiare non ho il tempo di scrivere quello che avevo in mente, ma nel frattempo ho messo da parte su Instapaper un po' di link, molti di video o immagini, e allora ecco un po' di cose da vedere (più che da leggere):

mercoledì 13 novembre 2013

Discussioni varie sul self publishing

Non c'entra col self publishing - è solo il mio confusionario tavolo da lavoro
Il fenomeno dell'autopubblicazione mi interessa molto sia per i suoi aspetti positivi che per quelli
più problematici. Il digitale e il web sembrerebbero aprire molte possibilità per gli autori (e i lettori), ma per adesso la realtà è che i numeri sono ancora davvero bassi.
In Italia chi si interessa all'autopubblicazione è riuscito ad organizzare anche un festival a Senigallia, a ottobre, l'International Self Publishing Festival (sul sito però non ho trovato resoconti dettagliati di cosa si è parlato - o forse sono io che non ho cercato bene, non so).
In rete ho trovato diversi articoli recenti che mettevano a confronto detrattori e sostenitori del self publishing, ne ho raccolti qui alcuni:
  • Il selfpublishing conviene? |l blog di Bookrepublic : articolo che ha suscitato diverse discussioni (la risposta finale era che no, non conviene al lettore); è intervenuto nei commenti anche Sergio Donato (di cui ho consigliato più volte i racconti) che pur avendo nel tempo ammorbidito il suo giudizio ha rinviato a un suo "vecchio" post, questo: Perché sono contrario al self-publishing.
  • L'articolo di Bookrepublic viene citato e commentato da Davide Mana (Il lettore penalizzato), il quale scrive da tempo sull'autopubblicazione riflettendo sul modo migliore di farlo (qui ad esempio un interessante post su come presentare e vendere il proprio ebook e sull'importanza del blurb).
  • Anche Arturo Robertazzi ha dei dubbi sul self publishing ("Un altro motivo per cui è difficile sfondare da self-publisher, diciamolo chiaramente, è la qualità del libro. Sei sicuro che tu sia in grado di valutare il tuo libro in maniera obiettiva? Sei sicuro di aver fatto un buon editing? Sei sicuro che le case editrici che hanno rifiutato il tuo libro avessero tutte torto?"), però dà l'occasione a eFFe di presentare il sito di PubblicarSì.com - il sito che dà una mano al self-publisher.
  • C'è anche chi dice che "la distinzione oggi non è più tra editoria tradizionale e self-publishing, ma piuttosto tra editori professionisti ed editori improvvisati" - qui l'articolo completo con breve intervista a James Altucher, autore dell'ebook "Scegli te stesso".
  • Volete creare un ebook tutto da soli? In rete si trovano consigli su come fare, anche se non tutti propongono gli stessi percorsi. A cura di Simplicissimus Book Farm ecco il sito di BackTypo che aiuta a costruire degli epub professionali (non è facile come sembra). C'è chi consiglia di usare strumenti di scrittura molto semplici, e c'è chi consiglia di usare Sigil - un pochino più complesso per chi non mastica proprio niente in materia di stili, formattazioni e CSS.
I miei dubbi sull'autopubblicazione li ho espressi in forma stringata nell'intervista ad Alberto Ostini di qualche tempo fa; negli articoli sopra linkati si offrono alcune soluzioni a problemi come i criteri di selezione su quantità incredibili di ebook, si mette in rilievo che per esempio su Amazon si possono scaricare le anteprime e da lì farsi un'idea della qualità dell'ebook, o di come alla fine conti molto il passaparola degli amici (vero, ma anche loro come sono arrivati a "scoprire" un ebook valido o di loro gusto tra le migliaia e migliaia in vendita?).
Io le anteprime di Amazon le uso molto (ma quanti sanno che non bisogna avere un Kindle per leggere queste anteprime e che lo si può fare gratis da qualunque device, pc compresi?), ma alla fine mi accorgo che su decine e decine di scaricamenti e letture anche di 10 pagine alla volta (spesso molto meno per quanto sono scritti o disegnati male i libri, ahimè) ho perso non poco tempo.
La tentazione è quella di ripiegare su classici o autori un minimo noti, o di cui si sono lette recensioni di persone di cui ci fidiamo o che hanno gusti simili ai nostri - e certo, magari ci perdiamo il nuovo e sconosciuto autore di talento, difficile però da scovare senza un minimo di riferimenti certi.
 

lunedì 4 novembre 2013

Varie -54

©SBE - Vignetta dal prossimo Nathan Never (n. 270) in uscita il 19/11
Ancora link, sperando siano di interesse. Tornerò a scrivere post più tematici tra qualche tempo; purtroppo sono dovuta rimanere ferma per 4 giorni interi causa malattia - quelle malattie stagionali che a me non venivano quasi mai negli ultimi anni, e comunque mai per più di un giorno o due: l'età inizia ad avere il suo peso, immagino.

lunedì 28 ottobre 2013

Varie -53


giovedì 24 ottobre 2013

Fumetti: novità, siti, ricordi

Di "Orfani", la nuova testata a colori della Sergio Bonelli Editore, si sta parlando un po' dappertutto - complice anche l'attivismo di Roberto Recchioni che vorrebbe far conoscere l'albo anche a chi solitamente è un po' lontano dai gusti bonelliani (o anche chi legge pochi fumetti).
Il risultato prevedibile è quello di esporsi molto e di attirare le attenzioni di tutti, non solo il pubblico a cui potrebbe essere rivolto il fumetto (peraltro in parte del tutto sconosciuto e imprevedibile), ma anche quelli che aspettano al varco ogni nuova pubblicazione Bonelli per poterne poi (s)parlare secondo i propri gusti e umori. Tutto normale, cori di entusiasti, cori di delusi, cori di incavolati, e poi opinioni più equilibrate ed attendiste - in giro in effetti si trova un ampio spettro di commenti.
Vorrei segnalare qualche post in cui si mettono in rilievo alcune cose di Orfani, non sempre prese in considerazione da quel tipo di lettori che si aspettavano una cosa ben precisa (ed evidentemente non l'hanno avuta): qui un intervento di Laura Scarpa molto "tecnico", sia sulla copertina che sul primo numero - come dice lei introduttivo (ma da molti è stato giudicato come fosse una storia singola: quindi banale, troppo veloce, con psicologie poco approfondite, ecc. - in metà albo praticamente vengono presentati almeno 8/9 personaggi principali, difficile per chiunque dare già un ritratto approfondito di ognuno, ma vabbè...); qui il sempre equilibrato Luigi Bicco aggiunge altre considerazioni che mettono a fuco altri aspetti - prezzo, omaggi (e non "copia", ma su questo molti altri dissentono), e il fatto che questa uscita non è "un miracolo", né una rivoluzione nel fumetto italiano (molti forse hanno confuso una campagna pubblicitaria inusuale per la Bonelli con proclami di chissà cosa); qui ancora si parla sulle aspettative che si erano create, e sulla pretesa di originalità.
Di mio vorrei dire tante cose ma evito, non ho voglia di entrare all'interno di discorsi che lascio ad altri essendo troppo coinvolta nell'argomento. Dico solo una cosa però: leggo di troppa gente che mette a confronto le pere con le mele - a volte è semplice ignoranza, a volte no, e questo mi sorprende sempre un po' (solo un po', non sono così ingenua).

E' nato da poco un nuovo sito di informazione fumettistica: Fumettologica. Il direttore è Matteo Stefanelli, che abbandona quindi il suo blog Fumettologicamente.
Tra i tanti articoli, interviste e anteprime da segnalare su Fumettologica mi preme linkare due articoli che ricordano Luigi Bernardi, scomparso pochi giorni fa: questo in cui viene ricordato da Vittorio Giardino, e questo in cui si racconta un po' cosa ha fatto per il fumetto italiano.
Io l'ho conosciuto davvero poco e in un'altra epoca, quasi, quella in cui era attiva la Granata Press - ne ho raccontato brevemente un po' qui; quello però che non ho raccontato, credo, è che in quel periodo Luigi Bernardi aveva letto i layout di 4/5 storielle della mia serie "Hotel" (qui ce n'è un esempio, uscito sulla rivista Schizzo) e gli erano piaciuti, mi aveva consigliato di accorciare gli episodi di una tavola (o di allungarli di una, non ricordo più bene), avrebbe voluto pubblicarli sulla rivista "Nero". Io in effetti ci lavorai un po' su, ma poi la rivista chiuse, e poi anche la Granata, e di quel progetto non se ne fece più nulla. Ero ancora una disegnatrice (e autrice, anche se per poco) molto acerba, ancora ripenso alla fiducia che comunque Bernardi mi diede in quel caso, alla gentilezza dei suoi modi, alla curiosità che aveva verso tutto.

Notizie varie:

  • Tra una settimana c'è Lucca, e io non ci sarò come al solito, però ci andranno un sacco di fumettisti e ci saranno molte belle uscite - tra le altre l'imperdibile volume de "Il Dottor Oss" di Mino Milani e Grazia Nidasio: le info sul blog di Comicout.
  • Nell'ultimo mio post ho parlato dei problemi con le immagini caricate su Blogger (in realtà su tutti i servizi Google); una delle persone che ha affrontato e risolto il problema è stato il disegnatore Davide De Cubellis: colgo l'occasione per segnalare il suo blog
  • Luigi Bicco scova un altro interessante disegnatore: Feng Zhu Design.
  • Non è un fumetto ma animazione stile Wallace and Gromit - ed infatti il creatore è lo stesso: sono i video di Creature Comfort (peccato che non capisca quasi nulla di quello che dicono - sono divertenti?).


martedì 22 ottobre 2013

Problemi con le immagini su Blogger [Aggiornato]

Sul mio blog dei Segni ho recentemente postato dei disegni di Branko (collega di Nathan Never), sia in bianco e nero che a colori. Dopo un po' mi sono accorta che i colori non erano quelli originali - ovvero quelli dei disegni che avevo realizzato in Manga Studio 5 (e poi esportati senza variazioni in jpeg, aperti con Anteprima del Mac, ecc.).
Guardando meglio anche il post del "sogno della faccia da gatto" presentava colori più scuri - in pratica un velo grigiolino a coprire il tutto, velo che si può notare osservando il bordo bianco (in origine lo sfondo del mio disegno è bianco).
L'ultimo post in cui non mi sembra ci sia il problema è quello di Nathan dell'11 ottobre. Che ci sia il problema è facile verificarlo raffrontando il Branko citato prima con lo stesso Branko caricato su Tumbrl.
Adesso faccio un'ulteriore esperimento, riposto qui due immagini già comparse su questo stesso blog tempo fa: nella prima potete vedere due personaggi che compaiono nella storia di Nathan Never adesso in edicola (matite di Vercelli, chine mie, sceneggiatura di Eccher), nella seconda una Legs Weaver
I link ai vecchi post sono qui per la prima immagine, qui per la seconda. Entrambe sono state caricate dalla stessa fonte, i file in jpeg che ho nella mia cartellina sul Mac; specialmente per l'immagine di Legs potete notare come la tonalità sul blu del disegno originale diventi marroncina adesso.
Ho cercato di fare delle ricerche per vedere se questo problema lo hanno anche altri ma non ho trovato nulla; ho appena scritto all'assistenza di Blogger ma non ho idea di quando mi risponderanno (e se lo faranno). 
Se qualcuno sa qualcosa di questo mistero e potesse aiutarmi...Anche perché se non risolvo la cosa sarà inutile continuare a postare qui delle immagini i cui colori verrebbero alterati in questo modo.

Ed ecco risolto il problema, grazie a un suggerimento nei commenti di Fabrizio: bisogna andare nelle Impostazioni di Google+ (non in quelle di Blogger) e disabilitare la "correzione automatica delle immagini"; ebbene sì, di default Google su tutti i suoi servizi ha attivato questa simpatica opzione. Ho già fatto la prova ed era questa opzione attivata l'origine del problema che qui ho esposto. 


mercoledì 16 ottobre 2013

Novità in edicola dalla Sergio Bonelli Editore


Oggi in tutte le edicole d'Italia potete trovare il numero 1 di "Orfani" (ideazione di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari), la prima serie bonelliana nata e pensata a colori (e realizzata su carta "normale", cosa per niente facile come si racconta ad esempio qui - e spero sarà chiaro il perché del prezzo aumentato, per me il minimo per i costi in più affrontati tra coloristi e stampa).
Se andate sul sito ufficiale della Bonelli troverete tantissimi contenuti tra video, illustrazioni, anteprime, interviste agli autori e altro - è davvero ben fatto e completo.
Chi ama la fantascienza  dovrebbe dare almeno un'occhiata ai primi numeri (il primo è abbastanza introduttivo, direi), ma anche chi ama semplicemente un fumetto disegnato e colorato ad alti livelli dovrebbe essere interessato a questa serie (abbiamo Emiliano Mammucari ai disegni, ai colori Lorenzo De Felici, copertina di Massimo Carnevale). A De Felici sono affiancati altri validi coloristi/e che potete conoscere un po' attraverso questa intervista.


Dato che ci sono pubblicizzo anche l'uscita di Nathan Never n. 269, "Sangue nell'arena", a cui ho partecipato nella veste per me inedita di inchiostratrice: i disegni a matita sono di Gino Vercelli, la storia di Giovanni Eccher (colui che ha scritto anche il gigante su cui sto lavorando da qualche mese), la copertina al solito di Sergio Giardo.
L'uscita ufficiale nelle edicole è domani, il 17, ma nel nord Italia è probabile si trovi già (come è successo per Orfani, a quanto pare, avvistato nelle edicole addirittura lo scorso fine settimana).
La storia di "Sangue nell'arena" si svolge nel mondo del wrestling e porterà Nathan in un paese del centramerica; la storia è divisa in due parti, la seconda uscirà il mese prossimo e sarà interamente disegnata da me.


lunedì 14 ottobre 2013

Varie -52

©SBE
Una vignetta dal gigante di Nathan Never a corredo di questo post, e poi un link all'altro mio blog dei Segni (molto meno visitato di questo, quindi magari qualcuno non ha ancora visto la vignetta colorata - sempre un Nathan dal gigante). A proposito di visite sul blog devo ammettere che però il post con la vignetta colorata citato prima ha fatto un record di visite su quel blog, ben 120 (la media è sulle 17/20 visite giornaliere, con picchi sulle 50 quando carico nuovi post).
Questo blog invece sta gradualmente aumentando le visite giornaliere (si va da una media sopra i 200, con picchi anche che si avvicinano alle 400), ma i numeri che mi dà Blogger si riferiscono solo alle visite reali sul sito - credo; c'è anche un altro modo di leggere i post, ovvero dall'interno di un qualsiasi servizio di lettura dei feed come era Google Reader (a meno che uno abbia impostato sul proprio blog la lettura parziale dai feed, in maniera da essere costretti a venire sul sito per leggerli per intero: io non ho scelto questa impostazione).
L'altro giorno mi è arrivata una mail da un altro servizio di aggregazione dei feed che si chiama Feedspot, mi offriva l'iscrizione Premium gratis per un anno, e per invogliarmi mi ha fatto vedere che il mio blog viene seguito dall'interno di Feedspot da una ventina di persone (molti stranieri, curioso). In realtà ci si può iscrivere gratis e va bene lo stesso, l'account Premium dà delle opzioni in più ma non necessarie; la grafica è meno bella di quella di Feedly che sto usando attualmente, però nel complesso non è male.
Insomma, credo che calcolare le visite reali a un blog non sia facile, anche dall'interno di Feedly ho notato che diverse persone condividono i miei post, e magari non vengono mai a leggere sul sito ma lo fanno dall'interno della app; non che sia un problema per me, non ho pubblicità e non ricavo un soldo dal blog, né devo vantare numeri con chissà chi: è che mi incuriosisce il funzionamento di internet e le dinamiche di scambio e circolazione dei contenuti.
Adesso i soliti consigli di lettura messi alla rinfusa:
Qualche notizia a tema ebook:

giovedì 10 ottobre 2013

In digitale: una rivista di "graphic journalism" e un libro

"La Revue Dessinée" è una rivista francese trimestrale di reportage giornalistici raccontati a fumetti; è appena uscito il primo numero e io ne consiglio l'acquisto, sia in carta che in digitale (esiste una app, ma solo per iPad).
Qui potete vedere le prime due pagine di tutte le storie presenti (la più corposa è quella intitolata "Marins d'eaux dures"), interessanti e ben disegnate, pur nella varietà estrema degli stili.
La versione per iPad è ben realizzata, è facile visualizzare il sommario e anche il link "En savoir +" che porta a un paio di pagine di approfondimento dell'argomento trattato nel reportage che si sta leggendo (naturalmente se si è collegati a internet); inoltre rispetto ad altri fumetti digitali qui la visualizzazione nel 10 pollici del tablet è comoda, si legge e si vedono bene i disegni.
Il prezzo per la versione digitale è di € 3,59, decisamente onesto (ma io consiglio- per chi può- di ordinare la rivista su carta, meglio se in abbonamento per sostenere un progetto così ambizioso e bello). Come potete notare la copertina è del nostro Gipi (e qui una foto con l'autore). Qui invece potete vedere una selezione di pagine tratte dalla rivista per far vedere come vengono visualizzate certe funzioni.

Sul mio blog dei Ritagli troverete un brano tratto da "Avventurieri sul Crocevia del Mondo" di Davide Mana, in vendita su Amazon in ebook; la cosa interessante (oltre al contenuto del libro che narra dei vari esploratori ed avventurieri che si sono succeduti e incrociati lungo la Via della Seta) è che Mana per ovviare alla difficoltà di inserire immagini nell'ebook (spesso coperte da copyright) ha aperto una board su Pinterest raccogliendo sul web immagini di personaggi, cartine, persino disegni di autori come Pratt che vengono a completare il racconto storico/avventuroso del libro.

Infine qualche notizia fumettosa:
  • Dal 10 ottobre con Il Sole 24 Ore uscirà in allegato il primo volume della ristampa di Capitan Miki, il piano prevede 30 uscite.
  • Partono i corsi di Scuola di Fumetto Online, ma qui potete vedere una utile lezione esemplificativa sul blog relativo.
  • Si avvicina la data dell'uscita in edicola di "Orfani" della Sergio Bonelli Editore, ecco il lavoro che c'è stato dietro le quinte a proposito della stampa a colori. 

venerdì 4 ottobre 2013

Intervista al disegnatore Stefano Martino

"Nosferatu" vol. 1 - ©Peru/Martino - ed.Soleil - 2011
Stefano Martino è un disegnatore che è riuscito a lavorare per Bonelli, per i francesi e per gli americani: non male!; soprattutto adopera il digitale per il suo lavoro, ed è anche per questo che
gli ho rivolto delle domande.
Una delle sue ultime collaborazioni con la Bonelli riguarda Nathan Never (l'albo n. 263), altre ce ne saranno; in questo periodo è impegnato in progetti con lo sceneggiatore Olivier Peru con cui ha collaborato per la serie "Nosferatu" pubblicata da Soleil (qui un'intervista a questo autore dove si possono trovare due bozzetti e poi due tavole in B/N di Stefano Martino).
Altre illustrazioni e disegni potete trovarli sul blog di Stefano, qui.

Patrizia:
Ciao Stefano, è difficile riassumere la tua carriera artistica, molto varia e interessante, mi aiuto con un paio di link – uno in particolare che conduce alla tua scheda biografica in Bonelli, in cui hai lavorato dal 1997 disegnando per “Zona X”, “Jonathan Steele”, “Legs Weaver” e “Nathan Never”, l'altro invece porta a un elenco dei tuoi lavori dal 1997 al 2009.
Quando hai iniziato a lavorare per l'editoria straniera? E cosa hai fatto da allora fino ad oggi?

Stefano Martino:
Ho lavorato per la Moonstone in un soggetto di Matherson, per la IDW in comics tratti da serie televisive come Doctor Who o Angel o addirittura con George R.R.Martin in Doorways in una miniserie tutta mia di 4 numeri,  per la Dynamite in un numero di John Carter e finalmente  per la Dc comics l'anno scorso in 4 tavole di Ravagers e 4 tavole per Catwoman; il discorso americano è iniziato nel 2007, se non ricordo male, ma dopo le recenti esperienze non so se andrò avanti…sto aspettando però con ansia mi diano un fill in per Judge Dredd (IDW) uno degli eroi della mia infanzia…

P:
Come mai dubiti che continuerai a lavorare per gli americani? Che tipo di problemi hai avuto?

SM:
Innanzitutto il ritmo di lavoro è indiavolato, in alcuni casi si parla di 23 pagine al mese matite e chine e bisogna essere veramente preparati ad un ritmo così…ma in realtà ho avuto il problema più semplice e basico che possa esistere: immense difficoltà a farmi pagare.
Poi mi hanno pagato, ma con 6-7 mesi di ritardo e neanche delle scuse, non è per me accettabile; inoltre le correzioni realizzate da DC comics sono state semplicemente senza senso (cosa peraltro notata anche in alcune recensioni in rete). Un esempio: perché Catwoman ha la camicia di forza, poi la rompe per uscire dalla cella e poi se la rimette e poi se la toglie? (ovviamente la sceneggiatura originale di Ann Nocenti era coerente…).
Poi, sopratutto, se consegno delle tavole matita e china, perché mi si pagano solo i layout? “Perché le correzioni non le hai potute fare tu”, mi si risponde, “perché non eri disponibile” (ero  occupato con il trasloco, comunicata la data addirittura due mesi prima).
Le correzioni? cioè una faccina leggermente diversa e questa scemenza della camicia di forza che era meglio lasciarla com'era? le chine, tra l'altro sono identiche o pressoché identiche alle mie (basta mettere le tavole originali e quelle rifatte una a lato dell'altra…)… ma le avete fatto ricalcare da un altro…quindi che diavolo avete fumato? insomma, capisco che ho una professionalità già troppo oltre per gente che lavora così.
Questo per quanto riguarda la DC comics.
Per la IDW invece non ho nulla da dire, si sono comportati bene e mi hanno pagato il giusto e in orario; se dovessi tornare a lavorare per il mercato americano sarebbe con loro, senza dubbio. Adesso però sono così preso da presenti e futuri progetti tra Soleil e Bonelli che la vedo difficile, anche fosse solo per una questione di tempo.

P:
Leggo nella scheda della Bonelli che nel 1992 hai frequentato un corso di grafica editoriale, e da allora credo che non hai più smesso di avere familiarità con il computer: quand'è che hai iniziato a sfruttare il pc per il tuo lavoro come fumettista?

SM:
Già nel 96 creavo i miei propri retini… non applicandoli in forma digitale però!, creavo delle texture a punti, le stampavo su pellicole autoadesive trasparenti e le applicavo come fossero normali letraset…un lavoraccio; per di più la colla di quei film trasparenti non era nemmeno tanto buona e si accartocciava dentro il calore della stampante. Adesso, se uso retini, è tutto molto più facile, elegante e rapido. Ho smesso di utilizzarli, ovviamente; mai sottovalutare il lato masochista di un disegnatore.


P:
Immagino che in tutti questi anni si sarà evoluto il tuo modo di lavorare (mi riferisco ai fumetti soprattutto), anche tecnicamente: che strumenti usavi ad esempio quando disegnavi le storie per Zona X e  Jonathan Steele?

SM:
In realtà il metodo è quasi lo stesso: all'epoca di Zona X usavo matita 2b, pennini e pennelli con inchiostro di china e i famigerati retini. Adesso ho sviluppato un metodo digitale che è la trasposizione esatta di quello che facevo prima: perché? perché così non getto alle ortiche 18 anni di esperienza :-) quello che è cambiato è che ho studiato molto anatomia e i volti…ma questo ben poco c'entra con un computer.

P: Quando hai iniziato ad usare il computer per intervenire (o disegnare) sulle tavole a fumetti che programmi usavi? E che programmi usi adesso? Come si è evoluto il tuo modo di disegnare in digitale?

SM:
Il passaggio dal mondo cartaceo a quello digitale è stato completo e si è risolto tutto nel giro di un mese; già studiavo la forma di poter fare tutto il processo in digitale da un paio di anni, ma sempre ero bloccato dai software che non mi offrivano la velocità a cui ero già arrivato con procedimenti normali: Painter era troppo complesso, Photoshop non mi garantiva la possibilità di tracciare linee prospettiche con le irregolarità tipiche di un passaggio a china tradizionale (il che rende tutto molto più freddo e innaturale) e Manga Studio, il favorito di molti, mi risultava…lento. Poi è uscito Sketchbook  e vedendo il video di presentazione ho compreso che era proprio quello che cercavo; un mese dopo già facevo squadratura della pagina, layout, matite e chine tutto in digitale.
Bisogna anche ricordare che prima di comprare una Cintiq tutto questo sarebbe stato impensabile per me.

Metodo di lavorazione con Sketchbook Pro - ©Stefano Martino
P:
Noto che molti disegnatori si trovano bene con la Cintiq e nessuno ha mai accennato al problema che ho incontrato io usandola per un paio di giorni (un prestito): la punta della penna ottica non coincide del tutto col segno che poi appare sullo schermo – c'è come una sorta di piccolissima distanza dovuta alla pellicola dello schermo. Questo gap mi confonde molto e mi mette a disagio, data la natura “mimetica” della Cintiq in cui si cerca di ricreare il tipo di rapporto che c'è con la carta; per questo preferisco la distanza apparentemente meno naturale tra tavoletta grafica classica e schermo.
Tu dunque ti trovi bene con la Cintiq: che modello hai?

SM:
Ho una Cintiq 21 pollici di un paio di anni fa e non è in hd come gli ultimi modelli. Quella distanza tra schermo e penna effettivamente disturba giusto la prima settimana poi ci si abitua facilmente; anzi, la verità è che ci si chiede, nel giro di un mese, come si viveva senza :-)

P:
Vantaggi e svantaggi del digitale nel fumetto e nell'illustrazione – a tuo parere.

SM:
Avendo trasportato da carta e matita a digitale lo stesso metodo di lavoro, devo dire che il tempo di produzione è…rimasto lo stesso! ma posso fare nello stesso tempo una tavola più ricca, particolareggiata e raffinata - voglio dire…posso cancellare la china quante volte mi pare! già solo questo ne vale la spesa :-) inoltre questo punto è realmente importante perché mi ha permesso di "sciogliermi", di lasciarmi andare a sperimentazioni senza il timore di rovinare ore di lavoro o di costringermi a tonnellate di bianchetto.
Lo svantaggio principale è che non esistono originali e che certe tecniche risultano ancora "freddine" rispetto alle controparti "analogiche"…ma è più una limitazione mia che dello strumento, credo. Un altro problemino (ma è più un dilemma di abitudine) è che le linee tracciate non hanno la definizione visiva che hanno in manga studio in certi gradi di zoom anche se poi il risultato finale è esattamente lo stesso; diciamo che mentre ci si lavora quello che si vede è leggermente diverso dal risultato finale ( decisamente migliore).

P:
Tu che lavori anche per case editrici estere quali sono le differenze più evidenti nelle modalità di lavoro rispetto all'Italia?

SM:
Nessuna differenza rilevante; la lingua gioca dei brutti scherzi a volte. Cercare di capire una sceneggiatura è a volte un' impresa già nella propria lingua natale! sopratutto i riferimenti alla cultura popolare come tv, musica e cose così; prima era un incubo, meno male che adesso c'è Google.
Comunque se si è capaci di fare fumetti e raccontare bene, cambiano solo i formati della gabbia e poco più; con gli americani c'è un taglio più spettacolare, più ravvicinato, con i francesi invece si tende alla narrazione più verbale….Ma sono solo teorie; poi esistono bande dessinée d'azione spettacolare e comics americani verbosi e lentissimi.

P:
Veniamo adesso a Sketchbook Pro, il programma di cui abbiamo parlato un po' nei nostri messaggi su Facebook: mi hai scritto che lo usi da due anni nel lavoro, puoi spiegare in che modo?

SM:
Innanzitutto uso un Macintosh e non un Pc; sono passato dal Pc al Mac per problemi di affidabilità e non me ne sono mai pentito.
In secondo luogo, ho passato ore e ore a "crearmi" col programma  le MIE matite e le MIE chine, il più fedeli possibile a i risultati che ottenevo precedentemente. si parla di ore e di prove su prove, ma è tutto tempo che vale la spesa.

Adesso il processo:
passo uno, creo la gabbia (guardando la sceneggiatura che tengo a lato) con un programma che si chiama Comics Life e salvo l'immagine delle vignette vuote in tiff a 400 dpi; potrei farlo con Sketchbook  ma è più veloce ed immediato con Comics Life e mi permette di conservare le misure e i formati differenti passando da una tavola francese a una americana senza perdere tempo in misure e corbellerie varie.
Passo due: apro l'immagine con Sketchbook Pro 6, aggiungo un livello e su questo faccio il layout, cioè riempio le vignette con gli spazi occupati dalle figure, i protagonisti e la posizione delle inquadrature (come da esempio).
Passo tre: riduco l'opacità del livello del layout fino al minimo visibile in modo da ottenere delle linee guida che non mi confondono quando farò le matite; quindi aggiungo un livello e su questo eseguo le matite.
Passo quattro: elimino il livello del layout e riduco l'opacità del livello delle matite, così da non confondermi quando eseguo il ripasso a china.
Passo cinque: eseguo il ripasso a china, elimino il livello delle matite (quindi niente sgommatura e tavole rovinate) e unisco tutti i livelli (cioè i due rimanenti, le chine e le vignette vuote).
L'ultimo passo è con Photoshop, apro la tavola (che ho salvato in tiff o in psd, per comodità) e trasformo la pagina a colori (perché Sketchbook la produce a colori, anche se si lavora solo in bianco e nero) in b/n senza tonalità di grigio, in modo da avere (per la stampa Bonelli è importante) solo bianco e solo nero.
Il procedimento è tutto qua, e visto che il programma offre la possibilità di usare china bianca sul nero, degli ottimi righelli che funzionano in modo molto simile a quelli veri cioè potendo tracciare una linea retta che però varia di spessore  a seconda della pressione esercitata, proprio come i vecchi tiralinee.
Insomma credo che chi ha dei dubbi col digitale  perché affezionato ai metodi di lavoro tradizionali con una Cintiq e questo programma se li fa passare velocemente.

Grazie a Stefano Martino per la disponibilità e la gentilezza, e anche per il bellissimo Conan disegnato appositamente!