Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



sabato 27 ottobre 2012

Più di un amico

Da quasi due mesi la mia cagnolina Milou sta tribolando per un'infezione alle vie urinarie, tra alti e bassi a seconda del periodo. Chi è mio amico su Facebook avrà seguito le notizie che man mano davo su cure, miglioramenti e peggioramenti; l'ultimo di questi è avvenuto un paio di giorni fa, e si è iniziato così un terzo ciclo di cure antibiotiche. Purtroppo gradualmente Milou ha perso le forze e soprattutto ha iniziato ad avere nausee continue, anche stanotte, per cui stamattina l'ho portata per l'ennesima volta dal veterinario: era fortemente anemica, disidratata, temperatura sotto la norma.
L'ipotesi è che l'infezione (dovuta a uno streptococco) sia risalita verso i reni, diventando più acuta; si continuerà con l'antibiotico e le vitamine, ma è necessario un aiuto tramite sedute con la flebo, cosa che è stata iniziata già da stamattina. Adesso perlomeno Milou sta in piedi e riesce (piano) a fare due passi, e ha anche mangiato un pochino (era digiuna da quasi due giorni).
Stamattina dunque Milou è stata portata a braccio dal veterinario, poi è stata messa sotto flebo per due ore; per tutto questo tempo me la sono dovuta tenere in braccio, perché seduta per terra o dentro una cuccia non voleva stare - non vi dico il mal di gambe e di schiena...
Siamo tornati dal veterinario il pomeriggio per altre due ore e mezzo di flebo, identica situazione. Io e Milou eravamo state messe nella stanzetta dove si fanno le operazioni, attigua allo studio dove si visitano i cani; di solito la porta che li separa rimane aperta, ma a un certo punto l'assistente del veterinario è venuta a chiuderla perché le persone che avevano portato il loro cane erano venuti a dargli l'ultimo addio.
Non potevo andare altrove, ahimè, così ho dovuto ascoltare tutto, le spiegazioni del veterinario su come sarebbe avvenuta tutta l'operazione di eutanasia, lo strazio della padrona e di sua madre - presumo. Io non ho potuto vedere nulla, non so neanche com'erano fatti il cane e le sue padrone umane: ho solo vissuto tutto il tremendo svolgersi degli eventi ascoltando le loro voci, i silenzi, il pianto, le parole a volte razionali ("lo so, è la vita..."; "adesso mi passa...è passata"), a volte irrazionali ("ma sembra viva...è viva...").
Non si possono descrivere compiutamente certi sentimenti, anche se sono per un cane - un cane che ormai facendo parte della famiglia (come ormai è anche per me) è una presenza reale e importante, un amico, ma un amico che in più non potendo farsi capire col linguaggio normale sviluppa con i propri umani un legame profondo, particolare, empatico.
Non ho potuto fare a meno di piangere anche io - forse sarà così anche per me, quando verrà l'ora di Milou; non lo so, di certo avrei voluto essere altrove in quel momento.
L'assistente del veterinario è stata molto gentile, dopo, perché mi ha fatto uscire per non farmi vedere quando imbustava e metteva il corpo del cane nel congelatore, che è proprio nella stanza delle operazioni.
Così è la vita.
Lunedì porterò Milou a fare delle altre flebo; speriamo di poter sconfiggere al più presto questa brutta infezione, certamente farò di tutto per aiutarla e assisterla al meglio.

mercoledì 24 ottobre 2012

Amazon e i libri cancellati

Simpatico scambio di commenti sul post di Cory Doctorow
La notizia è di pochi giorni fa, e sembra fatta apposta per mettere in guardia ogni appassionato di ebooks: una lettrice norvegese proprietaria di un Kindle si è vista cancellare tutti i suoi libri dall'eReader e dal suo account Amazon, che è stato chiuso; le richieste di spiegazioni al servizio clienti Amazon hanno generato risposte del tutto elusive e surreali.
La signora Linn ignora i motivi di questa sospensione (che sarebbe dovuta a violazioni del contratto Amazon - non direttamente da parte sua, ma di un altro account a lei collegato).
La storia sembra essere vera (e se non lo fosse rimangono comunque reali le condizioni del contratto Amazon, il quale non ci vende ebook ma ce li mette a disposizione per l'uso finché non gli salta il ghiribizzo di cancellarli dal nostro account), e qui Cory Doctorow ipotizza anche quale sia la violazione del contratto da parte della signora Linn. 
L'ultimo aggiornamento sulla vicenda riguarda il ripristino di tutti gli acquisiti effettuati dalla signora Linn su Amazon, il tutto senza aver dato spiegazioni (imbarazzo dopo il can can mediatico di questa notizia? In ogni caso si rischia di far peggio).
Già nel 2009 c'era stata una cancellazione da tutti gli account Amazon di una edizione di "1984" e de "La fattoria degli animali" di Orwell (Amazon si era accorta dopo che gli editori non avevano i diritti di pubblicazione); in quel caso dopo delle scuse (e il rimborso) Amazon si era impegnata a non cancellare più niente da remoto senza l'autorizzazione dell'utente o senza una sentenza che l'imponesse (a parte l'aver disatteso queste intenzioni, pare allora che non esista legge che regolamenti questi eventuali comportamenti).
La questione è cruciale, e non riguarda solo Amazon (sebbene con Amazon le cose siano peggiori perché il suo sistema è quello più chiuso di tutti): quando acquistiamo un ebook ne siamo proprietari o no?  Possibile che ancora non ci siano leggi certe e chiare che regolamentino l'uso e l'acquisto dei file digitali?
Ho da poco un Kindle, e sebbene non abbia per adesso fatto grossi acquisti sullo store Amazon (perlopiù classici e qualche libro scaricato gratuitamente) l'idea che possano essere cancellati i miei ebook dall'account (per qualsivoglia motivo) non mi garba affatto. 
In questo post si arriva a ipotizzare che io non sia neanche proprietaria del Kindle stesso, perché pare che il dispositivo  possa essere bloccato da remoto da Amazon; non ho trovato in rete notizie più precise su questa possibilità, che sembrerebbe una cosa davvero enorme, se confermata, e non ho ancora avuto risposta in seguito a un mio commento che è ancora in moderazione su quel post, questo: "Il Kindle adesso è a mio nome, è tutto a posto, non sapevo della possibilità di poter bloccare il dispositivo, vorrei saperne di più perché se Amazon ha anche questa facoltà (ovvero se c’è scritto da qualche parte nel contratto che può lei bloccarmi il mio dispositivo) allora sarebbe come minimo da divulgare ampiamente; se non c’è questa regola nel contratto ma la cosa è avvenuta nei confronti di qualcuno mi piacerebbe saperlo – e sapere se ci sono gli estremi per una denuncia.
Immagino che se ci fosse questo rischio si potrebbe evitare non usando il Wi Fi, ma questo impedirebbe di aggiornare il firmware, se non sbaglio."
In merito alla mia ultima frase sono andata a controllare e il firmware per il Kindle (almeno per adesso) posso scaricarlo sul computer e caricarlo sul Kindle tramite cavetto usb.
La password di cui si parla nel post sopra citato forse è quella che si può applicare al dispositivo per evitare che possa essere usato in caso di furto, e se Amazon fosse capace di decifrarla certamente per ipotesi potrebbe bloccarmi il Kindle da remoto (sempre se uso il wi fi - ma se non lo uso? E se non imposto una password?): non sarebbe una cosa davvero fuorilegge? Questa possibilità non mi sembra citata nel contratto d'uso.

Adesso che è arrivato il Kobo in Italia sono andata a vedermi le condizioni d'uso degli ebook acquistati, prima sul sito inMondadori.it, poi su quello Kobo a cui mi si rimandava: io non ho trovato nulla, se qualcuno sa darmi qualche indicazione lo ringrazio.
Se si acquistano ebook sul sito Kobo questi verranno scaricati in un formato "epub-kobiano", ovvero un formato particolare leggibile solo suoi suoi eReader (o sulle sue varie app); questo è necessario per poter eventualmente usare la sincronizzazione delle letture su diversi device, ma a quanto pare se si entra nel proprio account Kobo questi ebook possono essere riscaricati in formato epub "normale", in maniera che se un giorno volessimo caricarli su un altro eReader questo potrebbe essere fatto - almeno così ho capito; ed è comunque già cento volte meglio che la politica Amazon.
Ho letto che anche acquistando ebook su store diversi da quello Kobo/Mondadori (tipo Bookrepublic.it o Ultima Books) questi possono essere caricati sul Kobo.
Per adesso quindi non posso far altro che consigliare Kobo invece del Kindle, per i motivi sopra esposti; ciò non toglie che tutta la materia riguardo il possesso e l'uso dei file digitali debba ancora essere affrontata con chiarezza e consapevolezza (e che il Kindle come prodotto elettronico sia molto bello e ben fatto, ma...).
Se qualcuno sa darmi delucidazioni in merito ai dubbi da me esposti prego intervenga nei commenti, grazie!



sabato 20 ottobre 2012

Varie -31

Chi segue la testata "Nathan Never" (su cui sto lavorando attualmente) avrà letto sul numero in edicola (il 257) l'editoriale di Antonio Serra, il curatore della serie nonché creatore del personaggio (e sceneggiatore) assieme a Michele Medda e Bepi Vigna - ultimo suo editoriale da curatore, poiché lascia l'oneroso lavoro a Glauco Guardigli, collaboratore di vecchia data di Serra nel lavoro redazionale.
Auguro a entrambi un buon proseguimento di cammino nelle loro nuove mansioni, e spero che Antonio Serra possa riposarsi un pochino (ho seguito da abbastanza vicino i suoi ultimi anni di  lavoro intenso); Sergio Giardo ha voluto salutarlo con un bel disegno, abbastanza malinconico.

E adesso link veloci:

  • Il nuovo blog di Leo Ortolani
  • In arrivo per Rizzoli Lizard dei bei volumi a fumetti, tra classici e cose nuove, almeno 4 li comprerei a colpo sicuro
  • Ho trovato un bel post sul Kobo Touch che riassume tutte le caratteristiche di questo eReader, in più ci sono tante foto e spiegazioni
  • A proposito di ebook qui un bizzarro video che mette a confronto la lettura su libro di carta e su iPad - è in inglese, ma si capisce facilmente (e la mimica dice tutto), solo che la ragazza è un po' inquietante
  • Masayume ci consiglia un blog su Osamu Tezuka in English
  • Fino alla fine di ottobre si può scaricare gratis da iTunes "Diario di un pazzo" di Giuseppe Palumbo
  • Chiara Prezzavento sul suo blog ospita la traduzione del diario del regista di un film muto tratto da "The call of Cthulhu" - ho visto il trailer, indefinibile...
  • Non ricordo se ho mai linkato questo blog che pubblica foto di guerra del Vietnam - sono crude, dirette, intense
  • Su iTunes ho trovato un podcast dove si possono scaricare in HD le puntate di One Piece in originale giapponese sottotilolato in italiano, gratis; ma non è strano?
  • La sigla dei Simpsons rifatta dal "vero"
  • La fame aguzza l'ingegno...

lunedì 15 ottobre 2012

La mia esperienza di lettura in digitale - 2a parte

Qui la prima parte. Cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Sony PRS 350: quando ho comprato questo eReader quello che mi aveva attirato di più era la sua portabilità (grazie ai suoi 5 pollici) e la contemporanea presenza del touch e dei tasti fisici (caratteristica che hanno pochi reader, che di solito optano per l'una o per l'altra).  Inoltre all'epoca i Sony erano gli unici eReader ad avere vari vocabolari integrati lingua straniera/italiano, tra cui l'inglese: per me che sto cercando di leggere in questa lingua avere la possibilità con un tocco di vedere la traduzione di una parola è veramente comodo.
Il Sony 350 è piccolo e robusto, quindi facilissimo da portare in borse anche piccole e da tenere in mano la sera a letto; è dotato anche di pennino (inserito in un alloggiamento del reader) per sottolineare le parole o scrivere appunti con più facilità (specie per chi ha le manone), eppure queste operazioni le ho sempre trovate leggermente scomode - un po' per la relativa lentezza del software (magari è una mia impressione, dato che sono abituata anche a prendere appunti con l'iPad, che è incomparabile in quanto a reattività), un po' perché non sempre riuscivo a far iniziare la sottolineatura dove volevo io (anche col pennino).
Lo schermo - specialmente se paragonato ai readers di oggi - è un po' grigino, anche se meno di altri eReaders usciti nello stesso periodo (tranne il Kindle).
Con il tempo mi sono accorta che le 6 misure disponibili di grandezza del carattere non erano abbastanza, o meglio, per le mie esigenze c'è troppo differenza tra la misura M e quella L: troppo piccola la prima (spesso), troppo grande la seconda. Per me che sono presbite (e che peggioro col tempo) la comodità di poter ingrandire il carattere delle parole è fondamentale; usarne uno troppo grande sul reader 5 pollici vuol dire dovere cambiare la pagina più spesso del solito - molto scomodo.
Per le mie abitudini molto casalinghe l'assenza di wi fi non mi è dispiaciuta (oggi quasi tutti i modelli di ogni marca ce l'hanno).
Per chi prende spesso appunti in un libro è molto comodo che il Sony permetta di esportare queste note separatamente per ogni libro (mi sembra ad esempio che per il Kindle base non sia così: in quest'ultimo tutte le note e anche i segnalibri di tutti i libri vengono ammucchiati in un file chiamato "I miei ritagli").

A sx la schermata principale del Kindle, con in cima le cartelle in cui si possono organizzare gli ebook; i tasti laterali (sia a dx che a sx), quello grosso per andare avanti di una pagina, l'altro per tornare indietro; le impostazioni si trovano cliccando sul tastino fisico in basso, il secondo da dx; la prima pagina delle impostazioni dove si attiva il Wi Fi.
Nota dolente rispetto ad altri eReaders (specie se recenti) è la durata della batteria, che non supera le due settimane (ma secondo me se si legge ogni giorno per almeno mezz'ora dura meno, anche se non ho fatto una prova reale con questi ritmi).
In definitiva il Sony continua ad avere delle caratteristiche che me lo faranno usare ancora a lungo, sia per la "leggerezza", sia per il dizionario inglese/italiano (il Collins) che è molto bello e completo (e anche per la font utilizzata, che mi piace molto, molto più di quella presente sul Kindle 4 NT precedente all'ultimo modello in vendita - cioè quello che ho io).
Sia per questo Sony che per gli altri eReader non sento la mancanza di uno slot per schede di memoria in grado di aumentare la capacità di inserimento degli ebook: che me ne faccio di migliaia di ebook presenti allo stesso tempo? Posso aggiungerne e toglierne a gruppi ogni volta che abbia l'esigenza di rinnovare la mia piccola libreria in cui scegliere a seconda dell'umore, per me averne già 30 sull'eReader mi sembra più che abbastanza!
Se ad alcuni il 5 pollici sembrerà piccolo cosa pensare allora di un eReader da 4,3? Il Trekstore Pyrus Mini è grande poco più di uno smartphone, pesa poco più di un etto e ha anche uno slot di espansione per memoria da 32 Giga. Non ha Wi Fi, è rivolto alle persone che desiderano avere la massima portabilità e leggerezza (il prezzo però sarà sui 70 €, non proprio economico se si pensa che con 10 € in più si può comprare un Kindle o un Kobo da 6 pollici).

Dall'interno del libro lo stesso tastino sopracitato attiva la scelta del segnalibro, le annotazioni, e il "Vai a..." dove si può vedere l'indice, andare a una pagina, fare una ricerca. Nelle foto a dx l'attivazione dei link (o delle note), o la definizione delle parole del dizionario; il cursore viene attivato tramite le 4 frecce del tasto grosso centrale del Kindle.
Kindle 4 NT: come spiegavo nella prima parte del post mi è arrivato all'improvviso questo nuovo eReader, questa volta un 6 pollici, più comodo del Sony come esperienza di lettura, sia per la grandezza (nè troppa nè poca) sia per lo schermo un pochino più chiaro; inoltre i caratteri sono più "marcati", più spessi, il che aiuta la visibilità del testo.
Questo modello non è lo stesso di quello che è in vendita adesso a 79 € - o meglio, il modello è molto simile ma in quello ci sono migliorie nella resa visiva del carattere (e credo anche più scelta nelle font) e  un miglioramento delle prestazioni del software - così leggo, a me il modello che ho mi sembra più che soddisfacente sia nella velocità del cambio pagina che nel sottolineare le frasi o cercare la traduzione di una parola.
Abituata com'ero al Touch del mio "vecchio" Sony ho faticato un po' ad abituarmi a spostarmi all'interno del Kindle con i tasti fisici; e non nego che prendere appunti, ma anche scrivere la password per collegarsi via Wi Fi è abbastanza noioso; ho risolto questo piccolo ostacolo mettendo un segnalibro (o sottolineando un pezzo di frase) là dove avrei voluto scrivere un commento: questo magari posso farlo in un secondo tempo dopo aver scaricato il file "I miei ritagli" per ricordarmi i punti che mi hanno interessato.
La presenza dei tasti laterali (in entrambi i lati, e il tasto per andare avanti è più lungo) è la caratteristica che mi sta piacendo di più: comodo tenere in mano il reader con una mano e non dover usare l'altra per girare la pagina, direi senza neanche dover allungare e spostare la mano verso il basso come nel Sony (che ha i tasti fisici in basso). Se ci si pensa il touch per il cambio pagina è un po' una "resa" al tentativo di imitare l'esperienza con il libro di carta, trovo più congruente per un device che cambia l'esperienza di lettura di avere caratteristiche specifiche diverse, e i tasti laterali per me ne arricchiscono la qualità. L'ideale sarebbe avere sia lo schermo touch che i tasti laterali, ma Amazon ha deciso di no, o tasti fisici o touch.
Purtroppo anche se esiste un 6 pollici Sony che ha sia i tasti fisici (in basso però) che il touch non è più attualmente concorrenziale sul versante del prezzo, che è più del doppio di quello di altri 6 pollici sul mercato; costa persino più dei nuovi ereader illuminati che stanno uscendo sul mercato (e lo schermo del Sony, come già detto, è abbastanza grigiolino).
Tra un po' uscirà un nuovo eReader che ha sia il touch che i tasti laterali, l' Onyx Boox i62HD; tra l'altro questo device anche se costerà un pochino più dei suoi "concorrenti" similari presenta però il Text-to-Speech e lo slot per memoria esterna - oltre a illuminazione, schermo ad alta risoluzione, supporto a una grande varietà di formati, compreso epub e Mobi non DRM. Ignoro però il suo comportamento dal lato della reattività, per questo conviene aspettare le prime recensioni e magari anche i video.
Altro reader in arrivo con caratteristiche simili è il Cybook Odissey HD FrontLight: schermo ad alta risoluzione, illuminazione, ma anche presenza dei tasti fisici in convivenza col touch; non si sa ancora il prezzo, né quanto sia reattivo il software (a mio parere una caratteristica molto importante in un eReader).

 La scelta tra carattere regolare, ridotto, e sans serif; a dx il testo impostato con dello spazio ai lati (parole per riga).
Rispetto al mio Sony sul Kindle ho la possibilità di "sistemare" meglio il layout del testo, soprattutto è comoda la possibilità di cambiare l'ampiezza dell'interlinea e la giustificazione del testo (cose che so esistere in diversi altri eReader). Su questo modello però la font è una sola, visualizzabile in tre maniere: regolare, ridotto, sans serif (io preferisco la regolare); le grandezze tra cui scegliere sono 8, e finalmente c'è la misura a me consona.
Dal sito Amazon si possono scaricare gratis diversi vocabolari (quello italiano e quello inglese sono già sul Kindle), tutti monolingua; è possibile scaricare qui un vocabolario inglese/italiano, semplice ma utile.
Questo Kindle ha il Wi Fi (come quasi tutti i modelli adesso sul mercato) ma bisogna appoggiarsi a una rete esterna per accedere o direttamente al sito Amazon per acquistare e scaricare gli ebook, oppure si può andare su internet con un browser definito sperimentale (ma per quel poco che l'ho usato funziona abbastanza bene - l'unica difficoltà è inserire testo e password con la tastiera virtuale, ma questo sempre). Credo che però queste reti Fi Fi non debbano essere del tipo "condiviso da pc" (non conosco il termine esatto) perché non le vede (da qualche parte su Amazon c'è anche scritto che esiste questo impedimento tecnico); ovvero, se io condivido la linea internet dal mio iMac  non c'è nulla da fare, se la condivido tramite router va bene.
Quand'ero sul treno Frecciarossa che aveva la linea Wi Fi non sono riuscita a collegarmi col Kindle (mentre con l'iPod sì), mentre sono riuscita invece con facilità a collegarmi alla linea OpenWiFi del Comune di Milano.

La carica in effetti dura molto, se si usa il Wi Fi lo stretto necessario per cercare libri e scaricarli non si avverte il minimo consumo in più. I libri si possono tranquillamente caricare anche dal pc tramite cavo usb, si fa copia e incolla dentro la cartella "Documents" del Kindle (oppure se si usa Calibre si clicca su "Invia al dispositivo"). C'è un altro metodo per caricare gli ebook sul Kindle, spedirli via mail a un account personale Amazon: questo verrà scaricato quando ci si collega alla rete via Wi Fi. E' possibile anche spedirsi file in PDF, se non hanno layout complicati so che vengono convertiti abbastanza benein mobi da Amazon (non ho ancora provato).
Sul sito Amazon ho comprato pochissimi ebook, altri li ho scaricati gratis (classici più che altro). A parte la questione DRM il problema con Amazon è che ha questo formato proprietario chiuso, l'AZW (che è un Mobi adattato per i soli reader Kindle), quando invece il formato più diffuso che si possa trovare in giro in Italia è l'epub.
Io non mi sono voluta far limitare dal DRM, i miei ebook riesco a leggerli sia sul Sony che sul Kindle, ma capisco che non è facile farlo per tutti; in teoria sul Kindle posso anche caricarci degli epub senza DRM (o con Social DRM) se li faccio passare prima da Calibre, che li converte ottimamente in Mobi.

Gestione PDF: molto difficile, dipende dal documento originale. A sx un documento con testo fitto e font particolare: anche mettendolo in modalità orizzontale la lettura non è molto agevole. Con il testo a dx invece la leggibilità in orizzontale è ottima (non ho neanche provato lo zoom, è una cosa scomodissima).
Un'altra cosa molto irritante del sistema Amazon è che sul loro sito non sono indicati gli ebook che vengono venduti senza DRM o con Social DRM (che poi eventualmente si potrebbero convertire senza problemi in epub per poterli leggere anche su altro lettore); su tutti gli altri siti che vendono ebook questa indicazione c'è sempre.
Ci sono quindi valide ragioni per rifuggere da Amazon e dal Kindle (qui un'opinione di chi ha questo device ma che forse non lo ricomprerebbe più), certo è che dal punto di vista tecnologico, e da quello del rapporto qualità prezzo è difficile non farsi tentare dal suo acquisto.
Una valida alternativa (forse) al Kindle è il Kobo, sbarcato da poco anche nei negozi italiani Mondadori; i modelli proposti (il Touch e il Glo) sono i diretti concorrenti del Kindle Touch e del Paperwhite, anche nel prezzo. Il Kobo  a suo vantaggio presenta anche la lettura del formato Mobi (non protetto) e dei CBZ e CBR (il formato in cui sono compressi certi fumetti che si trovano online), oltre ai soliti Pdf, Htlm, TXT e i più comuni formati immagine; in più ha uno slot per scheda da 32 Giga. Le prime recensioni tuttavia parlano di problemi di blocco e reboot quando si tratta di cambiare le impostazioni ad esempio del carattere e del layout della pagina (interlinea e cose del genere), o comunque di lentezza per queste operazioni (ma leggo pareri discordi, a dire la verità).
Bisognerà aspettare un po' per capire se sono problemi diffusi o meno, se sono cose risolvibili con un aggiornamento software; da parte mia posso dire che ho smanettato pochi minuti sui Kobo in esposizione al negozio Mondadori in Piazza Duomo a Milano, e in effetti provando a cambiare la grandezza della font ho notato una grande lentezza (cosa che non è per il cambio pagina).
Mi ha fatto invece una buona impressione l'illuminazione del Glo, che è più uniforme di quello che pensavo.

In definitiva come mi trovo a leggere su questi due ebook reader? Bene direi, se non fosse per il poco tempo che ho ci avrei letto tanti libri, specialmente quelli grossi e con font piccola che adesso di carta non leggerei più; e nonostante questo dei vantaggi li ho avuti lo stesso, sia perché comprando ebook ho evitato di ingolfare le mie librerie, sia perché ho complessivamente risparmiato sulla spesa di libri.
Non ho smesso di comprare libri cartacei, ne compro di meno di quella tipologia che poi avrei subito "dato via", mentre quelli di cui amo anche la grafica e i disegni (se ci sono) li compro e me li tengo.
Sugli eReader si possono caricare anche nostri documenti, file di testo di ogni genere: tesine, articoli e testi trovati su internet, racconti di amici; o anche "libri" formati da collezioni di voci trovate su Wikipedia (posto che stiate attenti alla loro attendibilità, ma se si va sulla storia antica ad esempio credo ci siano meno problemi) - io me ne sono creato uno sulla storia della Cina, ad esempio, salvato in epub, ma poi convertito con Calibre in Mobi e caricato sul Kindle (unico problema è che i file vengono fuori pesanti, tutto dovuto alla presenza di un logo Wikipedia pesante quasi 1 MB - io l'ho tolto con Sigil).
Probabilmente leggo anche di più, almeno questa è la mia impressione: non riesco a calcolare bene quanto, essendo il mio tipo di lettura abbastanza frammentata e incostante, ma c'è invece chi è molto più metodico e preciso e si è messo a fare calcoli dettagliati in merito alla sua recente vita digitale (qui e qui).
Una delle cose più utili che trovo negli ebook reader è la presenza del vocabolario integrato: leggere in lingua è diventato più semplice e veloce, per me che non ho tempo di studiare seriamente l'inglese lanciarmi in alcune letture si è rivelato più semplice del dovuto - e poi molti articoli interessanti che si trovano in rete sono in inglese (un consiglio alle persone giovani: non fate come me e non perdete tempo, studiate l'inglese!).
Il mio eReader ideale? Un 6 pollici illuminato come il Paperwhite ma con i tasti laterali, touch, dizionari monolingua e da/a, vasta possibilità di scelta del layout della pagina, note separate esportabili per ogni libro, velocità del software, Wi Fi, possibilità di leggere ogni formato possibile.

venerdì 12 ottobre 2012

Cronaca quasi "live" di inchiostrazione di tavola

Mi è capitato ultimamente di incrociare su Twitter dei liveblogging di eventi di diverso tipo (la discesa di Curiosity su Marte, la presentazione degli ultimi prodotti Apple a San Francisco). E' un modo particolare di descrivere in diretta ciò che si vede per divulgarlo e far "partecipare" in un certo modo le persone che leggeranno la cronaca.
Diversi giorni fa mi è venuta l'idea (bizzarra, lo so) di fare un "liveblogging" di me stessa mentre inchiostro una tavola; ho "preso appunti" tramite registrazione vocale, e ogni tanto facevo lo screenshot della vignetta a cui stavo lavorando.
So che molte persone sono curiose rispetto alle modalità di lavoro dei fumettisti, il mio modo di disegnare (a computer) più o meno si svolge così come descritto nella seguente cronaca.

 - Ore 11: Apro la tavola a matita n. 25 del Nathan Never su cui sto lavorando (la seconda parte di una storia scritta da Giovanni Eccher, la prima è disegnata da Gino Vercelli ma inchiostrata da me - uscita prevista prima dell'estate del 2013);  mi accorgo che nell'ultima vignetta devo spostare verso destra il personaggio davanti la porta (per equilibrare un po' gli spazi) - lo faccio usando lo strumento Move and Transform.
- Mentre disegno sento i rumori del mercatino che si svolge nella mia via ogni settimana, rifletto sulla possibilità di scendere più tardi e comprare qualche verdura (alla fine scelgo di non andare).


- Vado avanti col lavoro, aggiungo la squadratura (Panel Ruler Layer). Inizio ad inchiostrare la prima vignetta, il personaggio in primo piano (si chiama Blue Fever). Scelgo un pennello (Pen) da 1,5 di grandezza, poi passo a 1,6 data la grandezza della vignetta.

- Qualche minuto più tardi: mi accorgo che la gesture che uso per tornare indietro di uno step con la Wacom Touch mi attiva/disattiva il programma audio che sto usando per registrare questi appunti vocali. Non riesco a capire il motivo, per evitare problemi l'"undo" lo uso tramite pulsante sulla barra di Manga Studio.


Ore 11 e 13: Inizio a inchiostrare l'ombra della testa di Blue Fever, non mi piace molto e credo che la cambierò. Inizia a venirmi un po' fame (come sempre a quest'ora, la mattina non faccio mai una grande colazione; in più in questo periodo mangio meno del solito causa dieta per gastrite), ma resisto.
- Aumento ancora la grandezza del pennello, mi serve per questa fase in cui sto delineando le ombre.
Mi accorgo che ho disegnato le unghie a questo personaggio, che non le ha: è una specie di mutato un po' acquatico, ha la pelle come quella di un delfino, e quindi l'ho caratterizzato così, senza unghie.


- Disegnare i personaggi in azione mi diverte molto. Non aspetto di ripassare tutta la tavola per iniziare a mettere i neri, mi piace vedere subito se la vignetta è equilibrata oppure no - faccio sempre in tempo ad alleggerire o aggiungere una volta finita la tavola intera.

- Diversi minuti dopo: Ho fatto una piccola pausa, ho controllato la posta, fatto una visita veloce su Facebook, adesso torno a lavorare sulla prima vignetta aggiungendo un nuovo livello per quelli che io chiamo "effetti": sbiancature, effetti cinetici, ombre un po' sfumate date con il Brush Pen.

- Aggiungo un altro livello per l'effetto sonoro, poi mi accorgo che è arrivata l'ora di pranzo, e quindi mi fermo.

- Ore 14 e 30 circa: dopo aver mangiato e portato Milou a fare la passeggiata riprendo a lavorare sulla tavola. Nella seconda vignetta c'è il volto di Blue Fever che pende da una parte, ne ho conferma ribaltando il disegno (foto sotto).

- Finisco di inchiostrare la seconda vignetta, non mi piace moltissimo (e ho già individuato i punti su cui ritornare) ma rimando eventuali ritocchi più in là, quando mi riguarderò più tavole alla volta, con calma; altri ulteriori ritocchi so che li farò poco prima di consegnare i file definitivi per il lettering (quindi in questo caso verso fine marzo del 2013).

Ecco qua sotto la tavola definitiva (o quasi), con l'aggiunta di un po' di retini. Questo è il tipo di tavola che io definisco "facile", ovvero veloce da disegnare e divertente; molto più spesso sono divertenti da disegnare ma molto più impegnative; altre volte invece ci sono le tavole "rognose" - ma fa parte del pacchetto, è inevitabile. Quando mi imbatto in tavole di questo genere cerco di alternare l'inchiostrazione con altre tavole più "rilassanti".

©Sergio Bonelli Editore

mercoledì 10 ottobre 2012

La mia esperienza di lettura in digitale - 1a parte

Ho iniziato a leggere ebook su eReader un anno e mezzo fa, dopo l'acquisto di un Sony PRS 350 (da 5 pollici). Poi l'esigenza di sperimentare anche la lettura di fumetti in digitale mi ha portato a prendere anche un iPad 2, e ho iniziato a leggere libri in digitale anche lì - oltre a riviste e documenti vari (anche in pdf).
Da un paio d'anni ho anche un iPod che ho usato per ascoltare più che altro podcast durante le mie passeggiate con Milou, la mia cagnolina (ma ormai non lo faccio quasi più, purtroppo Milou ha un'autonomia sempre più breve), ma sono riuscita a leggere libri anche su questo piccolo schermo!
Da poco è arrivato anche un Kindle 4 NT (non touch), che un mio amico mi ha passato quasi per niente: il modello in questione è la versione appena precedente di quello che è in vendita adesso a 79€ (che è un po' più veloce e ha delle migliorie per quanto riguarda la visualizzazione dei caratteri). Tra un po' in Italia arriverà il Paperwhite che ingolosisce molti...

La libreria in iBooks; una pagina del libro di Ortolani "Due figlie e altri animali feroci"; l'inserimento di una nota con tastierina virtuale.
Da anni ormai per mancanza di tempo non riesco a leggere per frazioni di tempo più lunghe della mezz'ora; lo dico perché non posso affermare in maniera assoluta che la lettura su schermi retroilluminati (come quella sull'iPad e l'iPod) sia equivalente a quella su schermi a inchiostro elettronico come quelli del Sony e del Kindle: lo è per la mia personale e particolare esperienza di lettura.
Di seguito parto ad analizzare ogni singolo supporto elettronico su cui mi sono trovata a leggere dei testi:

iPod (4a generazione): è come un iPhone che però non fa le telefonate e non può essere collegato a internet in 3G, ma solo appoggiandosi a reti wi fi - il che mi è stato utile in qualche occasione; per il resto ci si può scrivere, usare app per le esigenze più varie, ecc., quindi un bell'aggeggino (peccato che la batteria dopo un anno cali vistosamente la sua durata fino a renderlo quasi inservibile per usi prolungati di cose come il wi fi, i giochi, la videocamera; dura un pochino di più per la musica, meglio per la lettura di ebook. Insomma, non è cosa che possa durare a lungo, se si vuole fare un investimento a lungo periodo è sconsigliato: credo sia meglio andare su prodotti che abbiano la batteria ricaricabile).
Lo schermo è di 3,5 pollici (il mio è il modello precedente a quello uscito da poco, più "lungo"), e sono riuscita a leggerci un libro come "Marstenheim" (che è lunghetto) e diversi altri testi. Questo tipo di lettura per me è comoda sui mezzi pubblici, quando c'è poco spazio a disposizione e magari una mano è impegnata per il sostegno (e c'è poca luce a causa dell'affollamento): con il pollice della mano che regge l'iPod basta toccare il lato dello schermo per girare la pagina.
Il carattere si può ingrandire a piacere in ogni app in cui si legga l'ebook (iBooks, Kindle, ecc.)
Certamente non è comodo leggere a lungo su schermi così piccoli, il cambio pagina per forza di cose è più frequente; eppure la portabilità estrema di un device così piccolo e leggero l'ho trovata utile in alcuni frangenti - quando non volevo portarmi delle borse, o per tragitti brevi.

iMac: non riesco a leggerci del libri o dei testi lunghi, ci lavoro quasi tutto il giorno e le uniche cose che riesco a leggere (molto velocemente) sono alcuni post dei blog che seguo - se sono abbastanza brevi. Quando mi imbatto sul web in articoli che vorrei leggere in santa pace li salvo in Instapaper o Pocket (provato anche Readability, ma alla fine ho scelto Pocket - ne parlerò più approfonditamente un'altra volta). Instapaper a dire la verità lo uso come "parcheggio" momentaneo per i post che mi serve citare nel mio blog, o per cose che prima o poi andrò a leggere, che so mi potrebbero servire in seguito; Pocket invece lo sto usando molto per leggere i post troppo lunghi - sul Mac li salvo, poi la sera con calma me li ritrovo nella app apposita sull'iPad (che li trasforma in solo testo - e foto se sono inserite nell'articolo - in maniera piacevole).

iPad: con Pocket appunto leggo tanti articoli che trovo sui siti, me li posso leggere la sera a letto, in poltrona, in cucina, volendo anche in giro (ma esco poco di casa). Giocando sulla luminosità dello schermo posso evitare di affaticare gli occhi (e chissà quanto è meglio lo schermo retina dell'iPad 3...); posso anche invertire in negativo tutto quello che appare a schermo (Impostazioni→Generali→Inverti colori), o anche farlo da dentro le applicazioni di lettura come iBooks, Kindle per iPad, persino Pocket - specialmente per la lettura serale è comodo, si stancano meno gli occhi.
L'iPad è anche molto veloce e reattivo, non è certo comparabile a un ebook reader - specialmente quando si tratta di prendere appunti con la tastiera, o anche solo per i cambi pagina.

Una pagina della rivista Limes; un'altra pagina della stessa rivista con ingrandimento del pdf (doppio tap) e le sottolineature; una pagina dalla app Kindle (mi piace il fondo seppia)
Ho diverse app da cui si possono acquistare fumetti (Comixology, Marvel, Izneo BD, Ave!Comics, Panini Digits, Dark Horse, Topolino, J-Pop, Madfire; altri fumetti invece hanno app dedicate), ma fino ad adesso a dire la verità non ne ho comprati molto, soprattutto non con continuità. Non che mi trovi male a leggere fumetti in digitale, ma è anche vero che ultimamente di fumetti in generale ne leggo meno, e quei pochi sono selezionati, li voglio tenere (e comunque spesso sono trovabili solo in cartaceo).
Non sono ancora convinta dai fumetti multimediali: ovvero, quelli che presentano audio e brevi animazioni, magari confinate all'interno delle vignette stesse (esempio questa app/fumetto?, Bottom of 9th: disegni molto belli, cura di ogni particolare, ma mi sembra di vedere un film d'animazione spezzettato in vignette e rimontato in tavole).
Come avrò già detto spesso in questo blog non so più dove mettere libri fumetti e riviste: la casa ne è piena. Quando posso quindi cerco di non acquistare in cartaceo cose che so esistere in digitale. Ultimamente stanno aumentando le versioni digitali di riviste mensili, e temo che allo scadere del mio abbonamento (cartaceo) con il National Geographic dovrò forzatamente passare a quello digitale (adesso anche in italiano); mi dispiace molto, ma a questa bella rivista sono abbonata da anni e gli scaffali con la costoletta gialla iniziano ad essere troppi rispetto a quelli di libri e fumetti.
Tra le ultime arrivate c'è la rivista Limes, la segnalo perché l'app è fatta molto bene, si possono anche sottolineare brani con l'evidenziatore e copiarli - oltre ad avere segnalibro, indici, ecc.
Non ho acquistato molti libri da Amazon, ma di quei pochi posso sincronizzarne la lettura con gli altri supporti su cui ho l'app Kindle (iPod-iPad-Mac), oltre al Kindle stesso naturalmente: in pratica se mi collego a internet (ovvero al mio account Amazon ove risiedono i libri acquistati) si aggiorna lo stato della lettura all'ultima pagina letta, in maniera che posso poi proseguire la lettura sui diversi device.
Uso l'app del Kindle anche per leggere le anteprime dei libri: sul sito Amazon si possono scaricare i primi capitoli di ogni ebook messo in vendita. Talvolta uso questa possibilità semplicemente per curiosità, per conoscere lo stile di autori che non conosco. Se il libro poi mi sembra interessante vado su Bookrepublic.it e di solito lo acquisto lì (spesso da loro mi arrivano offerte e buoni sconto).

Sul prossimo post prenderò in esame la lettura sugli eReaders veri e propri, quelli con inchiostro elettronico (quindi non retroilluminati): il Sony PRS 350 (ormai fuori produzione) e il Kindle 4 NT.

Qui la seconda parte.

sabato 6 ottobre 2012

Varie -30

Mentre leggevo in giro vari post che parlavano di Schulz e dei suoi Peanuts (e c'è da ascoltare anche un podcast di Wikiradio a lui dedicato di Luca Raffaelli) mi sono ricordata che mi piacerebbe tanto leggere una sua biografia in italiano - una biografia approfondita della sua vita, non un semplice saggio con note biografiche. Tempo fa era uscito in America un libro che mi sembra abbia suscitato qualche malumore nei parenti (se non sbaglio è questo) poiché parlava troppo apertamente della depressione di Schulz.
Non so come stiano le cose, certo è che da molte delle strisce dei Peanuts traspare un dolore e una malinconia profonda (sì, ed è anche deprimente a volte) - cosa che rende questo fumetto la grande e complessa opera che è in effetti (e sul sito di Conversazioni sul fumetto trovate una bella e lunga intervista a Schulz).

Due cari amici mi hanno regalato un libro di quelli che condensano alcune delle mie passioni: la storia, l'antropologia, la divulgazione brillante, l'arte; in "La storia del mondo in 100 oggetti" ci sono un po' di queste cose riunite in un tomone di 700 pagine (e 49 € di prezzo, ma in questo caso credo proprio che il libro li valga). Scopro leggendo l'introduzione che Neil MacGregor ha trasformato in libro quella che era stata una trasmissione di successo alla radio della BBC, dove in ogni puntata si descriveva un oggetto preso a simbolo di un'epoca umana, di una civiltà, di un luogo (oggetti tutti presi dal British Museum).
Si va dall'utensile di 2 milioni di anni fa di un nostro progenitore alla carta di credito musulmana dei nostri giorni: in mezzo tanti altri oggetti, statuine, tracce scritte, stampe, monete, ecc. provenienti da tutti i continenti e di tutte le epoche. Durante il Festival della Letteratura di Mantova MacGregor è stato anche ospite della trasmissione Fahrenheit di Radio Tre, ho ascoltato le frequenti battute di Sinibaldi (il conduttore) sul fatto che le opere del British Museum fossero spesso frutto delle depredazioni dell'Impero britannico; mi è sembrato però che nell'introduzione del libro MacGregor non solo riconosce questo fatto, ma anzi spiega come il criterio di scelta degli oggetti cerchi di superare il punto di vista occidentale/coloniale.

Link vari a tema fumetto:
- Tempo fa avevo segnalato il podcast della trasmissione "Tizzoni d'inferno" condotta dallo sceneggiatore Tito Faraci; nell'ultima puntata l'ospite è Paolo Bacilieri, tra gli argomenti affrontati c'è la sua esperienza di lavoro con Serra all'albo "Sul pianeta perduto", inoltre l'annuncio che sta lavorando a un Dampyr scritto da Mauro Boselli.
- Ricominciano i corsi online di fumetto diretti e coordinati da Laura Scarpa, inoltre è possibile leggere gratis una lezione/esempio qui.
- Sul sito de Lo Spazio Bianco altra intervista a un disegnatore che è passato a disegnare in digitale, Antonio Lucchi (il quale da poco ha iniziato a lavorare con Manga Studio).
- Chemako ricorda Sergio Bonelli selezionando le sue 11 storie preferite.
- Dal 17 ottobre sarà in edicola uno speciale di Dr. Morgue, il personaggio creato da Rita Porretto e Silvia Mericone.
- Un simpatico fumettino che illustra dei consigli per colorare meglio (in inglese), di Melanie Gillman.

Link vari a tema digitale:
- Amazon continua la sua avanzata imperiosa (per alcuni inquietante) con il lancio dello store per gli MP3 e il servizio Cloud Player.
- Prossimamente i fumetti digitali Marvel dovrebbero trovarsi anche in italiano, ma il distributore sarà americano - come spiega Fumettologicamente.
- Adesso il Kobo Touch è arrivato in Italia e lo si può vedere negli store Mondadori; qui una recensione approfondita di chi lo ha provato.
- Qui una bella illustrazione che mette a confronto la passione per il cartaceo con quella per il digitale.
 - Per gli appassionati di Ray Bradbury segnalo l'uscita in ebook della raccolta di racconti "Era una gioia appiccare il fuoco".

Link vari:
- Vermibus: da Masayume, e anche Scratch Me, blackthinking (bizzarro).
- Un video che è forse più un esercizio per gli effetti speciali: Tears of Steel .
- Altro video, The Scream.
- Foto di cani sott'acqua.
- Il Comune di Milano apre un blog per i cani e gatti smarriti.
- Il giornale sulla lavagna (dal sito della rivista Internazionale)
- L'angolo della tenerezza.