Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



domenica 30 novembre 2008

Foto storiche su Flickr

Flickr è un servizio on line dove poter caricare le proprie foto, e credo sia uno dei migliori tra i tanti che si trovano sul web: ha un'ottima interfaccia grafica, una vocazione "social" molto sviluppata (possibilità di commentare le foto, essere in contatto con i propri amici, poter esplorare altre foto attraverso le tag, ecc.), e una fama che consente di trovare davvero una marea di fotografie, molte sotto licenza Creative Commons, o addirittura libere da ogni restrizione come le fotografie recentemente pubblicate su Flickr dalla Libreria del Congresso degli Stati Uniti: sono diverse centinaia di foto storiche, raggruppate per tema (ce ne sono a colori degli anni 30-40, e molte altre in bianco e nero degli anni intorno al 1910 e oltre).
Io sono rimasta colpita da un gruppo di foto che riproduceva delle manifestanti che intorno al 1913 erano andate a Washington a reclamare il diritto di voto per le donne. Oltre al salto nel tempo che foto come queste fanno fare, c'è da riflettere sul fatto che la nazione ai quei tempi più avanzata si attardava ancora a dare un diritto fondamentale a metà della sua popolazione, che avrebbe dovuto aspettare fino al 1920.
Le foto della Libreria del Congresso sono anche una fonte straordinaria di documentazione per fumettisti e illustratori di ogni genere - mettere il sito tra i "Preferiti" è altamente consigliato...

Aggiunta: Un altro bel set fotografico storico è qui, dove ci sono splendide fotografie di una delle prime spedizioni antartiche australiane (1910-1914).

lunedì 17 novembre 2008

"La mia vita disegnata male" di Gipi


Le immagini sono riprodotte per gentile concessione di Gipi, e sono ©Gipi e ©Internazionale/Coconino Press

 
 
  Gipi è uno straordinario autore e disegnatore le cui opere ormai compaiono su "La Repubblica" (illustrazioni), "Internazionale" (strip settimanali), oltre ai fumetti pubblicati da Coconino editore.

La scorsa settimana è uscito il suo ultimo grosso lavoro, un fumetto pubblicato in coedizione da Internazionale e Coconino, cosa che ha permesso l'uscita anche in edicola - e spero un successo meritato (oltretutto il rapporto prezzo/quantità è ottimo ed è dovuto ai suggerimenti di Gipi).
Qust'ultima sua storia mi ha colpito così tanto che pur non avendo i fondamentali per esercitare una seria critica fumettistica mi permetto qui di condividere con chi vuole le sensazioni che mi ha lasciato "La mia vita disegnata male", o "meglio "LMVDM".

Questo fumetto ha una densità e una complessità di struttura che invitano alla rilettura, come minimo. Il tema autobiografico è più esplicito che nelle altre storie di Gipi, ma più che altro è affrontato con scopi decisamente catartici; non per niente nel racconto protagonisti sono analisti, psicologi, medici con cui Gipi discute rievocando diversi episodi della sua infanzia e adolescenza.
Il modo con cui Gipi racconta dimostra la differenza che c'è tra un' opera che avrebbe potuto essere meramente autobiografica (come ce ne sono tante) e una storia che emoziona, sorprende, e che ci coinvolge pur potendo essere (come me) lontanissimi dalle esperienze lì raccontate.
Già all'inizio c'è il racconto delle sue esperienze con la droga, e le allucinate (e allucinanti) pagine in cui racconta questo trip infinito, un incubo da cui ne esce per miracolo. Qui per un attimo mi sono sentita trasportata in territtorio pazienzesco ("Pompeo"), sia per l'intensità che per l'urgenza del racconto (il disegnare "male"...), ma poi la somiglianza è scomparsa con il prevalere dei modi narrativi propriamente gipiani - un misto miracoloso di umorismo, dramma, sarcasmo, poesia, autoanalisi. 
Quello che Gipi racconta è vero ("quasi tutto vero"...), vero come può essere vero quello che viene trasposto dalla nostra mente in una qualsiasi forma di espressione: tutto poi diventa personaggio, simbolo, evento significante, per noi come per chi racconta. I dottori ad esempio assurgono a grandezza epica, tratteggiati come sono da personaggi tragico-comici; eppure il dolore è vero, e lo sentiamo come passasse dentro di noi, a rivivere in minima parte (ma bastevole assai!) quello che Gipi ha provato.
 
Gipi è intervistato a proposito di questo fumetto-romanzo nell'ultimo numero di "Scuola di Fumetto" adesso in edicola, il n.63.
Una cosa molto interessante che Gipi dice nell'intervista è il modo in cui ha scelto i fogli su cui disegnare questa storia: un misterioso blocco di carta trovato in casa, che attendeva di essere riempito di segni, ma al momento giusto. Il rapporto fisico con il supporto cartaceo riflette quello complesso con i propri ricordi da affrontare. L'urgenza del racconto un giorno prende il sopravvento; i fogli sono di bassa qualità, il formato incredibilmente piccolo (un A5, dice Gipi): meglio, il fumetto deve essere disegnato in fretta, disegnato "male", con tante parti "umoristiche" a compensare quelle "pesanti". Anche la scoperta di un nuovo pennarello (il G tech della Pilot) con la sua punta più fine lo porta a curare meglio le luci, pur rimanendo all'interno di un modus operandi veloce e impressionista.

E' incredibile la quantità di cose che Gipi riesce a raccontare in quegli A5; ogni pagina è densa e potentemente espressiva, sia quando compaiono le scene del trauma originale, sia quando racconta quasi delle gag, che poi a ben vedere hanno sempre un sottofondo tragico.
A un certo punto nel racconto compaiono dei personaggi di fantasia, rappresentazioni di sè o delle sue paure, e il tutto riesce a dare un senso ulteriore alle scene autobiografiche. Lo stesso metodo di riflessione tramite spostamento fantastico viene usato con l'irrompere nel bianco e nero del fumetto di una parte a colori (la parte dei "pirati"), dove viene affrontato il tema dell"amore" - una parte importante e difficile, per chi se ne sente "incapace" a parlarne. Ma Gipi lo fa, con i mezzi della poesia e dell'arte della rappresentazione grafica: un aiuto per se stesso, un dono per noi.
 

 

venerdì 14 novembre 2008

Contro la violenza sulle donne


Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Telefono Donna ha ha proposto questa pubblicità al Comune di Milano, ma non si sa se verrà accettata.
Nel link in fondo la notizia e le dichiarazioni dell'assessore all'Arredo urbano.
Come scrive una mia amica in giro sul web:
"...i nudi di donna si sa possono essere usati sempre e comunque... in modo ammiccante, volgare e strumentale al di fuori di alcun contesto ma guai in alcun modo ad alludere...", alludere a contenuti e problematiche ben serie che l'uomo medio generalmente si rifiuta di affrontare.

Leggendo un po' di pareri in giro sul web ho fatto qualche altra riflessione, e qualche dubbio mi è venuto.
Posto qui  una discussione in cui viene aspramente criticata questa pubblicità; nei commenti però trovo alcune considerazioni opposte che mi trovano parzialmente concorde. Il tema è molto meno semplice del previsto, a causa forse dell'eccessivo simbolismo dell'immagine (e del riflesso condizionato che c'è ormai nel vedere un'immagine di donna nuda, qualsiasi essa sia).

E' polemica per il manifesto della donna nuda in croce - cronaca - Repubblica.it

venerdì 7 novembre 2008

Divagazioni obamiane


Lo confesso: ero molto scettica sulle probabilità di Obama di essere eletto. A parte l'esperienza delle precedenti elezioni (dove Bush alla fine ha vinto chissà come...) c'era in ballo la "questione della razza" a insinuare dei dubbi sulla veridicità dei sondaggi (c'è ancora chi si vergogna a dire pubblicamente di non voler votare un candidato per pregiudizi razziali...in America almeno).
Non credo che Obama sconvolgerà il modo di muoversi degli Stati Uniti nel mondo; ho però qualche speranza in più che non si vada ad invadere l'Iran, ad esempio.
Per il resto mi auguro per gli statunitensi più poveri che qualcosa migliori nella loro vita, con l'allargamento dell'assistenza sanitaria, servizi sociali migliori, ecc. Di più non so cosa potrebbe fare un Obama che è del tutto aderente ai valori americani, ben più di tanti suoi detrattori che lo tacciavano di essere quasi uno straniero.
Diciamo la verità: la favola dell'uomo venuto su dal nulla, il meticcio la cui storia sarebbe adatta a un film di Hollywood, il sogno americano che si realizza in pieno, tutto questo sarebbe stato poco probabile se non fossero intervenute tante coincidenze favorevoli; a partire da questa gravissima crisi economica di cui i repubblicani sono stati considerati respondabili, e andando avanti con l'età molto avanzata dell'avversario MacCain, che se gli fosse venuto un coccolone in carica avrebbe lasciato il posto alla Palin (!!) - altro grave errore di MacCain.
Tornando alla faccenda della "razza" qui si possono misurare i passi avanti della società americana verso l'eliminazione del pregiudizio, ma anche quelli ancora da fare, tanti a mio parere. Il fatto che qualsiasi meticcio venga considerato "nero" o addirittura afroamericano dimostra come l'elezione di Obama non sia un punto d'arrivo, ma di partenza.
A questo proposito segnalo un post sul blog de L'estinto dove nei commenti specialmente viene approfondito il tema in maniera interessante. Da più parti comunque viene messo in rilievo l'importanza dell'elezione di Obama non in quanto afroamericano (non lo è secondo il significato corrente, dato che le sue origini bypassano l'ascendenza schiavista, essendo il padre africano), ma in quanto non bianco; e siamo ancora al punto che una tale constatazione è quasi rivoluzionaria, e basta alla comunità afroamericana per ritenerlo un proprio rappresentante, un simbolo di riscatto.
Il fatto di essere un outsider ha fatto convogliare su Obama le preferenze di molti americani, stufi delle solite consorterie e famiglie politiche (i Bush, i Clinton, in generale la classe politica troppo addentro al sistema); può essere questo uno dei motivi della sconfitta della Clinton alle primarie, e non solo il fatto che fosse una donna, come io sospetto. Se si va a parlare con i maschietti a tu per tu questa cosa viene fuori, prima o poi: meglio uno di colore che una donna...
Un cosa vorrei mettere in rilievo, per quel che conta: un MacCain non avrebbe mai potuto dire "...la risposta che viene dai giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni americani, gay, eterosessuali, disabili e no..." 
E, divagazione per divagazione, in questi giorni sul sito di Repubblica (link ormai introvabile) appariva un ricordo fotografico del famoso bacio interazziale televisivo, quello nella serie "Star Trek" tra Uhura (l'addetta alle comunicazioni) e il capitano Kirk, come se questo abbattimento di un vecchio tabù legato alla separazione della "razza" bianca e nera avesse qualcosa a che fare con l'elezione di Obama...Tutto fa brodo per dimostrare l'irresistibile cammino delle persone di colore verso l'emancipazione e l'uguaglianza, pare; tranne poi scoprire che i tabù e i pregiudizi hanno la spiacevole tendenza a trasformarsi ed adattarsi, inabissarsi e riemergere nei luoghi più disparati.
Ancora una divagazione, l'ultima: proprio questo servizio fotografico di Repubblica mi faceva venire in mente delle altre foto, a proposito di lotta verso le discriminazioni: quelle pubblicate sullo stesso sito, qualche settimana fa, con la presenza dell'attrice che impersonava Uhura, Nichelle Nichols, e George Takei, che impersonava il timoniere Sulu sull'astronave Enterprise. Quest'ultimo era il protagonista del  matrimonio con il compagno di una vita, presente la Nichols e anche l'attore Koenig, che interpretava Cechov sullo stesso set.
Simpatico che proprio di questi tempi Takei e la Nichols si ritrovino a recitare nello stesso telefilm, "Heroes".

Comunque, alla fin fine, sì, come scriveva una mia amica "fa un po' impressione ascoltare il nome del prossimo presidente degli Stati Uniti d'America: Barack Hussein Obama"...


 

mercoledì 5 novembre 2008

Creatività all'opera

Andando in giro per siti e blog ho trovato il video di questa ragazza olandese: guardatelo tutto, c'è la fantasia, l'unione tra animazione, disegno, video...